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Jo
Fan
  
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Posted - 12/12/2002 : 19:11:18
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III DOMENICA DI AVVENTO
Prima lettura: Isaia 61, 1-2a. 10-11
Il brano si trova nella terza parte del libro di Isala, considerata opera di un altro profeta anonimo che viene denominato: terzo Isaia. Il testo della presente lettura congiunge l'inizio con la fine del capitolo 61. Nell'inizio vi e la rivelazione di una chiamata e di una investitura profetica; al termine viene espresso un ringraziamento gioioso da parte di Gerusalemme.
· La chiamata e investitura profetica: «Lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha consacrato Con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l'anno di misericordia del Signore» (Is 61, 1-2a).
L'investitura profetica viene qui dichiarata con l'unione di presenza dello Spirito di Dio e di unzione. L'unzione, come atto rituale, era infatti ritenuta una comunicazione dello Spirito di Dio; ciò si verificò in Davide (1 Sam 16,13) e nella unzione dei re; anche i sacerdoti ricevevano l'unzione nel rito della loro consacrazione; per i profeti l’unzìone non era un rito esterno; l'unzione profetica è una immagine per esprimere la vocazione, il conferimento della missione. Il compito della missione qui indicata consiste nell'annuncio di un cambiamento della attuale situazione di oppressione e di povertà che Dio capovolge in modo meraviglioso; l'ufficio del profeta espresso con annunciare, proclamare, promulgare, consiste essenzialmente nella parola, ma dando l'annuncio il profeta produrrà il cambiamento in quelli che lo ascoltano. Con la venuta del tempo della salvezza proclamato dal profeta, verrà cambiata la sofferenza di tutti coloro che in qualsiasi modo patiscono. L'anno della benevolenza e della misericordia di Dio è concretamente l'anno sabbatico o l'anno giubilare in cui avveniva l'affrancamento di coloro che avevano perduto la libertà ed erano stati ridotti in schiavitù. La parola di questo testo letto da Gesù nella sinagoga di Nazaret all'inaugurazione del suo ministero si compie in lui stesso (Lc 4,18-20).
* ringraziamento gioioso: «Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia; come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli. Poiché, come la terra produce la vegetazione e come un giardino fa germogliare i fiori, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutti i popoli» (Is 61,10-11).
La gioia per la salvezza viene espressa con l'immagine nuziale e con l'immagine agricola; la prima indica la gioia di due sposi felici, che si adornano dei gioielli, la seconda esprime l'esultanza della terra feconda. La salvezza di Israele, descritta in questi termini è l'effetto stabile e normale della benedizione divina. Anche l'inizio di questo ringraziamento si trova nel nuovo Testamento in bocca a Maria nell'inno del Magnificat; in Maria, simbolo della figlia di Sion e in Gesù suo Figlio si realizza compiutamente la parola profetica di questa lettura che risuona nella liturgia dell'avvento in modo adatto.
Seconda lettura: 1 Tessalonicesi 5, 16-24
Il brano si trova al termine della prima epistola ai Tessalonicesi dove Paolo, dopo avere esortato a compiere opere di carità verso tutti, indica l'atteggiamento del credente in tutta la sua opera, in tutta la sua condotta. Il testo può essere considerato come diviso in tre parti, che offrono tre indicazioni importanti: la gioia e il ringraziamento, la disponibilità verso lo Spirito, la globalità del cammino cristiano.
* La gioia e il ringraziamento: «State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie, questa infatti è la volontà di Dio in Cristo verso di voi» (1 Ts 5,16-17).
Queste parole esprimono lo stile della vita cristiana in tre aspetti: la gioia, la preghiera, il ringraziamento. Nell'osservanza dei doveri morali il credente deve saper realizzare un clima di gioia per l'esperienza di Dio, un clima di preghiera incessante e di ringraziamento. Queste indicazioni sono diventate classiche nella spiritualità cristiana. Il tema della gioia, il tema della preghiera continua, il tema dell'azione di grazie hanno esercitato un grande influsso; la realizzazione di queste parole dell'apostolo opera nel credente la corrispondenza e la conformità al volere di Dio.
· La disponibilità verso lo Spirito: «Non spegnere lo Spirito, non disprezzate le profezie, esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male» (1 Ts 5, 19-22).
L'atteggiamento di disponibilità verso lo Spirito, espresso con l'immagine del fuoco e della luce: «Non spegnete», consiste concretamente nel discernimento di ciò che lo Spirito ispira da ciò che invece non proviene dallo Spirito stesso. La buona disposizione verso le profezie riguarda non i profeti dell'antico Testamento, ma coloro che nella comunità cristiana godevano del carisma profetico e lo esprimevano nelle riunioni dell'assemblea. Nel clima carismatico l'apostolo vuole che avvenga il discernimento, per verificare ciò che è utile e buono e accettarlo, da ciò che tale non è per rifiutarlo e astenersene. I carismi erano allora presenti con abbondanza; in queste parole dell'apostolo si vede l'abbozzo delle regole che egli darà alla chiesa di Corinto per ottenere un'attitudine positiva dell'assemblea di fronte alle manifestazioni dello Spirito. Questi doni di Dio devono essere accolti con rispetto da chi li possiede e dagli altri, che ne sono spettatori e testimoni, ma queste espressioni non sono l'aspetto più importante della vita di fede.
* La globalità del cammino cristiano: «Jl Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, 51 conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo» (1 Ts 5, 23-24).
Questo tratto è una preghiera e un augurio per la santificazione come dono di Dio; essa deve assumere tutto l'essere umano; la divisione tripartita in spirito, anima e corpo che appare qui per la prima e l'unica volta nell'epistolario paolino intende indicare la totalità della persona umana. Oltre al corpo e all'anima viene nominato lo spirito, che indica la parte più elevata dell'uomo; l'apostolo ci fa intravedere qui che la maturazione dell'uomo sotto l'influsso divino santificante si attua simultaneamente al livello dello spinto, del sentimento, del corpo. L'investimento globale della persona umana con lo splendore della natura divina è suscettibile di aspetti effettivi diversi in queste tre zone concentriche di appropriazione. In qualche modo avviene della santificazione dell'uomo ciò che avviene del fascio di luce proiettato su un prisma di cristallo: la rifrazione filtra il raggio, lo scompone rivelandovi i colori complementari dello spettro solare. Lo stesso accade della nostra santificazione. L'azione santificante di Dio penetra l'uomo nell'integralità del suo essere e delle sue componenti; nella santificazione di tutto l'essere umano si esprime la fedeltà del Signore.
Vangelo: Giovanni 1, 6-8.19-28
Il brano nel suo inizio appartiene al prologo del vangelo giovanneo, nel suo seguito racconta la testimonianza del precursore. Il testo rivela l'identità di Giovanni Battista come testimone di Gesù, indica poi il contenuto della sua testimonianza sul Signore.
* Identità del Precursore: «Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla luce» (Gv 1, 6-8).
Questi versetti, collocati nel prologo che parla di Gesù Verbo, Luce e Vita di Dio presentano Giovanni come testimone di Gesù considerato sotto l'aspetto della luce. La funzione del testrmone dipende dalla sua condizione privilegiata, egli ha avuto l'esperienza diretta di un evento, di una realtà, di una persona, ha esercitato a suo riguardo la sua facoltà conoscitiva, la vista, l'udito e l'intelligenza, e può quindi attestare questa sua esperienza e conoscenza diretta e comunicarla agli altri. Giovanni Battista è mandato da Dio, riceve da Dio questa missione, di essere testimone del Verbo Luce; la sua attestazione ha come scopo la fede di coloro ai quali è diretta. Si delinea una delle tematiche maggiori del quarto vangelo, la testimonianza in ordine alla fede.
* La testimonianza di Giovanni Battista su se stesso: «E questa è la testimonianza di Giovanni quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti per interrogano: Chi sei tu? Egli confessò e non negò e confessò: Io non sono il Cristo. Allora gli chiesero: Che cosa dunque? Sei Elia? Rispose: Non lo sono. Sei tu il profeta? Rispose: No. Gli dissero dunque: Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici dite stesso? Rispose: Io sono la voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Jsaia. Essi erano stati mandati da parte dei farisei» (Gv1, 19-24).
Questa prima parte della testimonianza di Giovanni riguarda se stesso. Dapprima egli offre una serie di indicazioni negative sulla base delle domande che gli vengono poste: egli non è il Cristo, non è il messia; rifiuta poi la sua identificazione con Elia; questo profeta, secondo l'opinione diffusa, doveva ritornare prima del giorno dell'ultimo giudizio per una efficace esortazione alla penitenza; il Precursore esclude infine l'identificazione con Mosè; «il profeta» infatti designa un nuovo Mosè che sarebbe venuto a compiere un nuovo esodo. Esclusa la falsa identità, sotto l'incalzare delle domande degli inviati, il Battista offre finalmente la descrizione di se stesso adducendo il testo di Isaia: la voce che grida di preparare le vie al Signore. In questo l'identità del Precursore coincide pienamente con quella presentata nei vangeli sinottici.
* Testimonianza riguardo a Gesù: «Lo interrogarono e gli dissero: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo né Elia né il profeta? Giovanni rispose loro: Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Questo avvenne in Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando» (Gv 1, 25-28).
Il Precursore riprende ancora brevemente il discorso su di sé parlando del suo battesimo, ma questa dichiarazione è già intesa a concentrare l'attenzione sulla persona a cui vuole dare testimonianza. Il suo battesimo retrocede di fronte alla sua testimonianza e perde quasi ogni valore; la frase: «in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete» esprime un oscuro pericolo, una incombente minaccia; coloro al quali si rivolge il Battista con queste parole non saranno resi partecipi della rivelazione divina per loro colpa, perché ad essi manca la buona volontà , la buona disposizione dell'animo. La loro ignoranza rispetto a colui che deve venire, che è atteso, che è già presente, è una profonda estraneità, è inimicizia, è la contrapposizione della cecità e delle tenebre alla luce di Dio. La frase del precursore che non pronuncia il nome dell'atteso, ha una forte asprezza polemica nei confronti degli inviati dall'autorità giudaica che lo ascoltano dopo averlo interrogato. Il Precursore parla a queste persone in modo velato, esprimendo la grandezza di colui al quale rende testimonianza; uno che viene dopo di lui e al quale egli non è degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Queste indicazioni coincidono con quelle presenti nei Sinottici; esse costituiscono la testimonianza di Giovanni, atto solenne che si volgerà contro coloro davanti ai quali viene pronunciata. L'indicazione finale del luogo nel quale si svolge il fatto dà alla testimonianza di Giovanni il carattere della garanzia storica.
a me interessano non so a voi!!
Desy non ti dimenticherò mai
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President
Moderatore
    
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Posted - 12/12/2002 : 21:06:01
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Era proprio necessario aprire un topic così? Ok in off topic ognuno si prende le sue libertà. Però se volete un mio parere mi sembra fuori luogo sta cosa.
 A volte è meglio vivere di sogni, di speranze, di illusioni. Se guardo in faccia la realtà vedo solo la vita che mi crolla addosso come un castello di carta... |
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BillieJoe
Fan
  
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Posted - 13/12/2002 : 13:32:49
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ineffetti...sto forum ha preso na sorta d'inclinazione religiosa,ci manca solo la predica di frate Tac...però a me nn da noia 
Craist |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 13/12/2002 : 19:06:37
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Non pretenderai mica che mi legga due schermate di quella roba, vero? Che cacchio è?
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Marko
Staff / Moderatore
    
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Posted - 13/12/2002 : 20:31:55
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Credo che ti potrebbe solo fare bene, Gattissimo  Jo, complimenti per il lavoraccio. Non l'ho ancora letto (anche perché conosco il contenuto di quelle letture), ma lo farò appena avrò tempo. Davvero neanch'io mi aspettavo un topic simile. Che ne dici di provvedervi ogni lunedì? 
Of course I am hoping to continue on as a music artist. I have written all the songs for the next album, and am looking forward to beginning the recording process. How the new album is accepted, no one knows. I feel I have already accomplished more then one should ever be able to dream about. What I know for sure is I need a long holiday after this. The past year has been wonderful but draining. [Lene Marlin - 25 Feb. 2000]
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DarKlaus
Staff / Moderatore
    
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Posted - 13/12/2002 : 20:51:36
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quote:
Che ne dici di provvedervi ogni lunedì? 
Non so che dice lui ma credo che molti di noi saprebbero con chi prendersela... MARKO ATTENTO A TE!!!   Del resto, non per polemica, una volta c'è stata una storia contro i topic inutili che prendevano spazio al server inutilmente... pensa questi così grossi che non leggerebbe nessuno!!! FREGATO!!!    
 '... x' se ci arrabbiamo io e te nn stiamo mai piu di un minuto col cuore arrabbiato!...ciao Claudio' |
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Jo
Fan
  
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Posted - 13/12/2002 : 20:54:21
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ogni lunedi no, ma ogni giovedi si, pure le predike se volete vi do!!! ciao questo topik nn è inutile, cè a ki interessa.
Desy non ti dimenticherò mai

Edited by - jo on 13/12/2002 20:55:34 |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 13/12/2002 : 21:47:58
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Marko, Jo, per piacere: se vi va di leggere roba religiosa, andate da qualche altra parte e lasciate questo forum libero da religiosità fine a se stesse. Se servono a creare discussioni interessanti ok, se sono solo inutili predicozzi risparmiateveli.
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LM
Fan
 
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Posted - 13/12/2002 : 22:47:33
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BEDDAMATRI!!! 
Ahhh-Hun che sonno, io in chiesa mi addormento sempre, e casualmente sempre quando si arriva al momento della predica (anche se so che qualcuno osa chiamarla omelia, ma quale sarà mai la differenza??) Per il resto, già è difficile che mi vado a leggere tutta la bibbia (ultimamente ho letto il vangelo secondo Giovanni, e l'apocalisse...), figuriamoci se mi bevo sto polpettone
Sicuramente sono cose interessanti e che dovrebbero interessare un comune cristiano, però ora come ora nn riuscirei proprio a leggere tutto questo, semmai posso seguirmi "a sua immagine" il sabato pomeriggio dove spiegano il vangelo del giorno dopo (forse anche le letture, questo nn lo ricordo...), e dove ascoltando mi riesce di immedesimarmi nell'argomento, ma così... appena leggo le prime 10 righe sono già nel mondo dei sogni!!!
 http://www.883generation.too.it ...Quella stella la vedi anche tu, così, io la seguo e adesso so che io la raggiungerò, perchè al mondo...ci sono anch'io.
Edited by - LM on 13/12/2002 22:49:14 |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 14/12/2002 : 09:22:45
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C'è un motivo sopra tutti per cui detesto andare in chiesa, le rare (per fortuna) volte che lo devo fare per forza (l'ultima volta ero stato invitato alla cresima di un amico... Che faccio, gli dico di no? ...Che ripensandoci forse non è un'idea tanto cattiva...). Ed è che si passa quasi più tempo in piedi che seduti... I maledetti hanno capito molto tempo fa che se si resta seduti dopo 5 minuti l'80% dei presenti ronfa beatamente alla faccia dei predicozzi, e hanno preso provvedimenti  E la cosa peggiore è che se magari non ti alzi, pensando "ma chi se ne frega", gli amici ti tirano anche le gomitate...
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DarKlaus
Staff / Moderatore
    
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Posted - 14/12/2002 : 09:39:07
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quote:
E la cosa peggiore è che se magari non ti alzi, pensando "ma chi se ne frega", gli amici ti tirano anche le gomitate...
Ammazza oh!!! Begli amici...  L' ultima volta che sono stato in chiesa (Caravaggio a parte) è stato per il funerale di mia nonna... Che sofferenza quel posto in prima fila... (stavamo pure disposti lateralmente davanti la bara perpendicolare all' altare così tutti quelli dietro ci guardavano in faccia). Se era per me non ci sarei neanche andato, andavo al cimitero e basta tanto che senso aveva stare un'ora lì ad alzarsi e abbassarsi per sentire cose di cui non conosco manco una parola? Mi chiedo che avrà pensato il prete quando al momento dell' ostia si so alzati tutti da dietro per andare a prenderla e anche la famiglia di mia zia che ci sedeva di fronte mentre io e la mia ce ne siamo rimasti belli comodi al nostro posto... Cmq io vorrei capire perchè mai debba essere necessario buttare tutto quell' incenso schifoso per aria che poi un "povero cristiano" non riesce neanche respirare...
 '... x' se ci arrabbiamo io e te nn stiamo mai piu di un minuto col cuore arrabbiato!...ciao Claudio' |
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BillieJoe
Fan
  
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Posted - 14/12/2002 : 11:42:51
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Bè tutto sta a detta del prete che conduce la messa. Ce ne sono molti(lo dico per esperienza)che pur di dire qualcosa sparano certe cavolate assurde,o si mettono a predicare cose sapute e risapute..di conseguenza la chiesa diventa un dormitorio vero e proprio. Ultimamente però,sono andato a seguire la messa in una cappella minuscola in cima ad un monte,pensate il prete ha appena una trentina d'anni,ma le sue prediche sono una cosa favolosa!!Riesce a far filare in maniera perfetta e per nulla tediosa il rapporto Dio-famiglia-Chiesa parlando a volte dei problemi che le madri hanno con i propri figli,o le mogli con i propri mariti,dei problemi legati,alla crescita dei ragazzi,all'amore,all'amicizia,usando come strumento la parola di Dio(Marko de sicuro fa sta fine qua ).
"...Non c'è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo..."Sante parole Bud
Craist |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 14/12/2002 : 13:47:52
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quote: Riesce a far filare in maniera perfetta e per nulla tediosa il rapporto Dio-famiglia-Chiesa

quote: le mogli con i propri mariti
La fonte di questo problema è così facile da vedere che pare sfuggire agli occhi di tutti: il matrimonio in se è una snaturazione della natura umana, e la cosa si fa sentire dopo qualche anno (se va bene)... Citando Luca e Paolo delle Iene: Prete: -Vuoi tu, bla bla bla? Sposo: -Si, lo voglio Prete: -E vuoi tu, bla bla bla? Sposa: -Si, lo voglio Prete: -Vi dichiaro marito e moglie, ci rivediamo tra due anni dall'avvocato...
quote: Marko de sicuro fa sta fine qua
Spero che abbia abbastanza sale in zucca da non accettare l'astinenza 
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BillieJoe
Fan
  
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Posted - 14/12/2002 : 14:51:14
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Gattone te guardi ste cose da un punto di vista un poco superficiale.Il matrimonio nn è una snaturazione della natura umana,ma l'unione tra un uomo ed una donna che giurano di sostenersi a vicenda affrontando insieme le difficolta della vita con l'amore reciproco,è una cosa bellissima!!Purtroppo però nn tutti i matrimoni nascono con questa consapevolezza e vocazione,pensiamo solo a quelli delle stars della televisione.Sono matrimoni quelli??Gente che s'è sposata addirittura 11 volte o matrimoni durati poco più di 4 mesi!!
 Craist
Edited by - BillieJoe on 14/12/2002 19:38:00 |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 15/12/2002 : 12:42:55
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quote: Il matrimonio nn è una snaturazione della natura umana,ma l'unione tra un uomo ed una donna che giurano di sostenersi a vicenda affrontando insieme le difficolta della vita con l'amore reciproco,è una cosa bellissima!!
Appunto. È un concetto utopico, che funzionerebbe se esistesse l'amore eterno, ma ho ancora da vedere una coppia sposata che si ami dopo qualche anno come all'inizio. Anzi, la maggior parte delle volte non si sopportano più, ma continuano a stare insieme per motivi legali, sociali o per non traumatizzare i figli (che comunque sono più traumatizzati dai continui litigi di quanto sarebbero da un eventuale separazione). Risultato? Invece che aiutarsi a affrontare le difficoltà della vita, se ne sono creati un bel po' di nuove... E comunque è una snaturazione della natura umana. È stato provato più e più volte che l'uomo non è fatto per passare tutta la propria vita (da un certo punto) insieme a una sola persona, è una restrizione che si è imposto da solo.
quote: Purtroppo però nn tutti i matrimoni nascono con questa consapevolezza e vocazione,pensiamo solo a quelli delle stars della televisione.Sono matrimoni quelli??Gente che s'è sposata addirittura 11 volte o matrimoni durati poco più di 4 mesi!!
Quelli sono matrimoni così, fatti più per spettacolo che per altro, non degni di essere presi in alcuna considerazione.
Insomma, c'è una cosa che non riesco a capire: tu dici che ci si sposa per giurare aiuto reciproco e per affrontare le difficoltà della vita meglio. E serve il matrimonio per questo? Non so voi, ma se io stessi insieme a qualcuno che amassi davvero, non ci sarebbe nulla al mondo che mi impedirebbe di aiutarli in tutti i modi possibili. Non avrei certo bisogno di un foglio di carta che attesta che sono sposato! Non vedo cos'abbia il matrimonio che non si possa trovare nella convivenza... Se poi ci si vuole rovinare la vita per le implicazioni religiose del matrimonio, liberissimi di farlo, però almeno si abbia l'accortezza di non fare figli da traumatizzare in seguito. Ma purtroppo, "crescete e moltiplicatevi"... E ci si meraviglia del perchè ci siano tanti psicologi e psichiatri, e come mai abbiano tanto lavoro e vadano in giro in auto costose.
Il fatto è che pochi hanno le palle di darsi un'occhiata in giro, e vedere che soltanto perchè la società (che tutto è tranne che laica) si aspetta che prima o poi nella vita si sposino e abbiano figli non vuol dire che lo debbano fare. Recentemente all'università mi ha colpito una cosa che ha detto il mio prof di economia. Lui quando si riferisce agli studenti in modo collettivo, ragiona sempre al femminile (la minoranza di maschi nella mia facoltà non aiuta sicuramente). Insomma, una volta, parlando di contratti di compravendita, ha detto "Tutte voi... ehm, la maggior parte di voi <sorrisetto imbarazzato>, quando crescerà, si sposerà e avrà una famiglia, dovrà comprare una casa..." Li ho avuto un'altra prova di come la società consideri chi si sposa, ha famiglia e appare come un marito/moglie e padre/madre provetto/a (salvo poi magari avere uno/a o più amanti, di cui ovviamente non parla) come una persona seria e meritevole di rispetto, e chi invece non lo fa come una povera sfigata (o una troia) se è una donna, come uno scapolone scopatore irresponsabile se è un uomo. In ogni caso in un modo discriminatorio, deviato, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in loro.
Come vedi ci ho pensato parecchio, non è un'opinione superficiale presa così tanto per...
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Edited by - gattissimo on 15/12/2002 12:49:22 |
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Jo
Fan
  
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Posted - 15/12/2002 : 12:51:32
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Gatt se vai a messa x ronfare o x fare presenza alla cresima dei tuoi parenti, potresti non andarci nemmeno, ma ti ricordo che quando avrai un problema grave, o sarai in crisi seria ( non gufo ) andrai a cercare qualkuno che ti consoli, un amico la ragazza la moglie, ma ti assicuro che non riuscirà a consolarti quanto il buon Dio, credi a me, non andare in Chiesa solo xè te lo kiedono, ma però poi non bestemiare un Dio che conosci, se ci credi perchè lo bestemmi? se non ci credi non offendere chi crede, lo dico a te ma è rivolto in generale, vi posso assicurare che è più facile fare il buddista che il cristiano cattolico vero, questo topik non è inutile x ki crede a Dio, se uno crede e gli interessa lo legge altrimenti fa senza e non deve neppure venire qua a insinuare gli altri di andare a dire la parola di Dio in altri luoghi, perchè ricorda che questo FORUM è una FAMIGLIA, cè ki av ki viene etc, io ho scritto sto topik xè a me interessa fare sapere a tutti la parola di Dio facendola capire ciao
Desy non ti dimenticherò mai
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