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Jo
Fan
  
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Posted - 28/12/2002 : 13:13:30
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DOMENICA FRA L'OTTAVA DI NATALE
SANTA FAMIGLIA DI GESÙ MARIA E GIUSEPPE
Prima lettura: Genesi 15, 1-6.21, 1-3
Il brano composto di due passi si trova in quella parte del libro della Genesi che presenta la storia di Abramo all'interno del grande arco riguardante i patriarchi. La prima parte del testo tratta dal capitolo 15 contiene la promessa di Dio ad Abramo della nascita di un figlio, la seconda parte presa dal capitolo 21 racconta la realizzazione di questa promessa.
· Promessa di Dio ad Abramo: «Fu rivolta ad Abramo in visione questa parola del Signore: Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande. Rispose Abram: Mio Signore Dio che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco. Soggiunse Abram: Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede. Ed ecco gli fu rivolta questa parola del Signore: Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da re sarà il tuo erede. Poi lo condusse fuori e gli disse: Guarda in cielo e conta le stelle se riesci a contarle! e soggiunse: Tale sarà la tua discendenza. Egli credette al Signore che glielo accreditò come giustizia» (Gn 15, 1-6).
Dio ricorda ad Abramo la sua promessa e usando una immagine militare designa se stesso come scudo, segno di protezione nei pericoli. Abramo si lamenta confidenzialmente perché non ha ricevuto ancora nulla e il dolore riguarda la mancanza di posterità; poiché in ogni clan il capo doveva designare l'erede, colui che alla sua morte avrebbe continuato la direzione e la guida del gruppo familiare, Abramo senza figli ha designato Eliezer, un amministratore e servo fedele. Dio rinnova la promessa di dare ad Abramo un figlio e una grande posterità. La rappresentazione della scena e del dialogo è momento di alta poesia densa di rivelazione: Dio conduce Abramo all'aria aperta nella notte, gli offre la contemplazione del cielo, delle stelle, lo invita a contarle se può e assimila al numero delle stelle la discendenza del patriarca. Abramo crede alla promessa di Dio. La fede di Abramo è atto di confidenza e di fiducia in Dio, atto di fedeltà e di fermezza. Dio valuta questa fede come giustizia; tale giustizia non e anzitutto una virtù morale, ma consiste nell'accordo con la volontà da Dio espressa nelle sue parole e promesse. In questo atto di fede da parte di Abramo e nella valutazione che Dio ne ha fatto san Paolo vedrà la dimostrazione della gratuità del dono di Dio.
* Realizzazione della promessa: «Jl Signore visitò Sara come aveva detto e fece à Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito» (Gn 21, 1-3).
La nascita di questo bambino, attribuita a un intervento prodigioso di Dio, confonde l'umana saggezza e manifesta la fedeltà di Dio al quale nulla è impossibile. Isacco nato per volontà di Dio, nonostante l'insufficienza della natura, significherà che la salvezza preannunciata nella sua persona non è opera dell'uomo ma è dono del Signore. Così il Salvatore del mondo sarà figlio di una madre vergine.
Seconda lettura: Ebrei 11,8.11-12.17-19
I passi che compongono la lettura sono presi dalla quarta parte della lettera agli Ebrei nella sezione in cui l'autore, per attirare i cristiani sul cammino aperto dal sacrificio di Cristo, insiste sulla fede offrendo l'esempio degli antichi. Nei tratti del nostro brano viene proposta come esemplare la fede di Abramo.
* «Per fede Abramo chiamato da Dio obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità e parti senza sapere dove andava. Per fede anche Sara sebbene fuori dall'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo e inoltre già segnato dalla morte nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole del mare. Per fede Abramo messo alla prova offri Isacco e proprio lui che aveva ricevuto le promesse offri il suo unico figlio del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti, per questo lo riebbe e fu come un simbolo» (Eb 11, 8.11-12.17-19).
I tratti di questa lettura offrono il richiamo a vari fatti nei quali è stata esercitata la fede di Abramo. Il primo riguarda il comando di Dio che manda Abramo fuori della sua terra e del suo ambiente familiare (Gn 12,1-4). Il secondo riguarda la nascita del figlio Isacco, narrata nella prima lettura, il terzo riguarda la disponibilità di Abramo a sacrificare il proprio unico figlio Isacco (Gn 22, 1-14). Il primo episodio qui evocato della vocazione di Abramo sottolinea il senso religioso della migrazione del patriarca e senza tracciare le varie tappe della sua esistenza nomade ne indica il significato nella fede, nella fiducia in Dio. Il secondo atto, la nascita del figlio Isacco, viene connesso con i due simboli della moltitudine, cioè la sabbia che sta sulla spiaggia del mare e le stelle che stanno in cielo. L'ultima evocazione riguardante il sacrificio di Isacco nel quale la prova della fede di Abramo raggiunse il vertice, rivela che la salvezza di Isacco è figura della risurrezione, di quella di Cristo e di quella di tutti i credenti. Degli episodi qui evocati, la prima lettura illustrava quello della promessa e della nascita del figlio Isacco nella tarda età del padre e della madre; questa seconda lettura è dunque una riflessione teologica, all'interno della stessa sacra Scrittura, sulla rivelazione dell'antico Testamento. Ambedue le letture esaltano la fede del patriarca, costituito padre della moltitudine non soltanto in senso fisico e carnale, ma altresì e soprattutto in senso spirituale per causa della fede. Queste due letture a loro volta preparano il testo evangelico, nel quale la presentazione di Gesù al tempio, l'incontro con Simeone, il suo cantico e la sua preghiera, l'incontro con Anna mettono in evidenza anzitutto la fede di Maria e di Giuseppe, poi la fede di questi personaggi privilegiati, che avevano vissuto una vita lunga e al termine sono stati premiati, come Abramo, nella loro attesa fedele, con la vista del bambino che sarebbe stato la salvezza del popolo di Israele.
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Vangelo: Luca 2,22-40
Il testo, appartenente ai racconti dell'infanzia nel vangelo di Luca, ne costituisce uno degli ultimi episodi. Esso si colloca dopo il racconto della nascita di Gesù, della visita dei pastori e della circoncisione del bambino; è seguito dall'episodio del ritrovamento di Gesù nel tempio con il quale si chiude questa sezione iniziale di Luca. Il brano contiene la presentazione di Gesù al tempio, l'incontro con Simeone e il cantico di Simeone, l'incontro con Anna e il sommario della vita di Gesù a Nazaret.
* Presentazione di Gesù al tempio: «Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore come è scritto nella legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore, e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi come prescrive la legge del Signore» (Lc 2, 22-24).
Il tratto presenta la famiglia di Gesù nell'atto di osservare la legge. Questa prescriveva per la madre, dopo il parto, i riti di purificazione (Lv 12, 1-8); se il primogenito era maschio, esso apparteneva a Dio e doveva essere riscattato. Queste norme della legge vengono eseguite da Maria e da Giuseppe per Gesù. L'insieme del racconto assume valore cultuale; Gesù viene portato nella città santa, a Gerusalemme, che sarà il luogo dell'evento pasquale, viene portato nel tempio, centro del culto, e viene dedicato a Dio. E il preludio del suo sacrificio.
* L'incontro con Simeone, il cantico e la profezia: «Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele. Lo Spirito Santo che era sopra di lui gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima avere veduto ll Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio e mentre i genitori portavano il bambino Gesù per adempiere la legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele. Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre: egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele; segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc 2, 25-35).
Nell'incontro tra Simeone e Gesù notiamo alcuni elementi. L'espressione «conforto di Israele» designa la salvezza secondo le antiche profezie di consolazione; le parole riguardanti Simeone: «Lo Spirito Santo era sopra di lui» significano il carisma profetico; l'appellativo di «Messia del Signore» è titolo messianico tradizionale; il gesto compiuto da Simeone di prendere Gesù fra le braccia e benedire Dio può indicare un atteggiamento cultuale di offerta.
Il cantico di Simeone è ispirato ai testi di Isaia. Dopo le prime parole su se stesso e sulla prossimità della sua morte, le altre espressioni indicano la presenza in Gesù della salvezza come illuminazione per tutti i popoli del mondo e come gloria del popolo di Israele a cui Gesù apparteneva.
L'atteggiamento di meraviglia di Maria e di Giuseppe alle parole di Simeone è atto contemplativo di fronte al mistero di Dio, e insieme nuovo apprendimento del suo disvelarsi. La profezia di Simeone riguardo a Gesù e alla madre annuncia Gesù come segno di contraddizione, in quanto a coloro che lo accolgono con fede egli sarà causa di salvezza, a coloro che lo rifiutano, sarà pietra di inciampo; annuncia Maria come colei che realizza in sé la figlia di Sion e porterà nella sua vita il destino doloroso del suo popolo; unita al suo Figlio parteciperà con lui della contraddizione; Israele si divide davanti a Gesù e Maria è coinvolta in questa situazione.
* L'incontro con Anna: «C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele della tribù di Aser. Essa era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme» (Lc 2, 36-38).
La presentazione di Anna è data con dovizia di particolari. Questa donna, dotata di carisma profetico, connette il bambino Gesù con la redenzione di Gerusalemme; il termine redenzione indica la salvezza, destinata alla capitale come simbolo di tutta la comunità; Gerusalemme nel vangelo di Luca è il centro predestinato per l'opera salvifica, il punto di riferimento della vicenda di Gesù.
* Vita nascosta di Gesu' a Nazaret. «Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza e la grazia di Dio era sopra di lui» (Lc 2, 39-40).
Queste parole finali costituiscono un compendio della vita di Gesù nella sua famiglia a Nazaret; egli cresceva e nella sapienza che penetra il mistero e nella grazia di Dio si preparava a compiere la sua missione.
Desy non ti dimenticherò mai
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 28/12/2002 : 13:32:28
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Jo: riferendomi sia a questo post che all'altro... Vedi di piantarla, ok? Tu e Marko andate pazzi per questo genere di cose, ma molti di noi non concordano, quindi se proprio ti va di condividere con qualcuno questo rinnovato estro religioso, mandale in privato a Marko che sicuramente apprezzerà. O preferisci che mi metta a cercare articoli di gente che elogia l'ateismo e ve li posti tutti qui?
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Dave
Fan
   
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Posted - 28/12/2002 : 14:02:07
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Jo, ti posso assicurare che sono un credente convinto e spesso mi viene voglia di discutere con chi non crede (o crede ad altre cose), vorrei capire cosa li spinge a ragionare in un determinato modo o dialogare sulle loro convinzioni e confrontarle con le mie, ma basilarmente questo rimane un forum di musica, è vero che la sezione OFF TOPIC è aperta a tutti i discorsi ma da due settimane a questa parte non si parla altro che di religione. Se non ti trovi ancora d'accordo con me devi almeno ammettere che questi sono discorsi leciti che però suscitano delle discussioni molto accese, quindi ti proporrei di parlarne sì ogni tanto, ma non ogni settimana. Accettalo come consiglio, OK? Ricordo a tutti che la sezione OFF TOPIC è aperta a ogni discorso e se Jo vuole continuare, che gli altri non concordanti ignorino il topic.
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Nichilismo e cinismo? No, grazie. |
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DarKlaus
Staff / Moderatore
    
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Posted - 28/12/2002 : 14:36:11
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Onestamente non mi a fastidio che si parli di religione, è stato fatto in passato e lo si è fatto ora, ma un conto è parlare di religione e un conto è fare catechismo come mi sembra che si stia facendo da un po' di tempo a questa parte. Questo è un forum off-topic e in quanto tale un posto per discutere. Per fare catechismo esistono già le parrocchie che sono sicuramente posti più adatti. Farlo qui mi sembra alquanto inadeguato e irrispettoso nei confronti di chi si è "risparmiato" il catechismo in chiesa e se lo ritrova qui. Do ragione a Gatto. Esistono i messaggi privati, se proprio volete parlare di religione, o meglio fare catechismo (tanto siete in due, massimo 3). Certo posso evitare di leggere questi topic (infatti non l'ho fatto e non lo farò più) e di rispondere, con argomentazioni forse fuori luogo, per rispetto a voi che siete credenti, ma per lo stesso rispetto che dovrebbe essere reciproco vi chiederei di evitare di metterne così tanti e così frequentmente. Sono alcuni giorni che non si parla d'altro (e francamente credo anche abbastanza svogliatamente per molti, tanto più che alla fine la discussione si è ridotta tra 3-4 persone) e saebbe ora di trovare altri argomenti di interesse maggiore per tutto il forum e soprattutto meno ideologici perchè in fondo la religione è un po' come la politica. Se si è concordi si riduce ad un monologo, se si è discordi non si raggiunge di certo un punto comune correndo solo il rischio di una "guerra"...
Riassunto per chi non vuole leggere il mio intervento: Questo è un forum, non una chiesa. COnfronto tra le religioni sì, catechismo no!!!
 '... x' se ci arrabbiamo io e te nn stiamo mai piu di un minuto col cuore arrabbiato!...ciao Claudio' |
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Jo
Fan
  
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Posted - 28/12/2002 : 19:22:39
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Gatto, io non la smetto di scrivere ste cose, se nn vuoi leggerle fai senza mica t obbligo, non smetto xè credo che non siano cose stupide e anche se lo fossero le scriverei lo stesso, quindi vedi di non venirmi a dire ciò che devo o non devo fare grazie!!!!!!! P.S. leggi il messaggio di Dave. Desy non ti dimenticherò mai

Edited by - jo on 28/12/2002 19:24:43 |
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Ms27
Fan
  
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Posted - 28/12/2002 : 21:28:17
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quote:
P.S. leggi il messaggio di Dave.
...mentre te faresti bene a leggerti quello di Claus........
quote: Riassunto per chi non vuole leggere il mio intervento: Questo è un forum, non una chiesa. COnfronto tra le religioni sì, catechismo no!!!
Come disse Gesù Cristo (ti ricorda qualcuno?) "Chi ha orecchie intenda"...!
 HAWE! by Ms27... Edwards, Bayliss, iniziate a tremare..arrivo io!!
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Dave
Fan
   
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Posted - 28/12/2002 : 22:39:48
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Per favore, siate tutti onesti... A voi non piace parlare di religione perchè a qualcuno si sbatte in faccia una cosa che si rifiuta di credere e altri semplicemente si rompono le scatole. Dal canto suo Jo ha lasciato davvero molti topic religiosi, tanto che al quarto mi sono detto: "Ahia... qua viene fuori un casino..." trovate un compromesso e chiuso. Si potrebbe parlare di religione solo durante le feste tanto per fare un esempio... anche stupido, eh? Non pretendo di dire dogmi!
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Nichilismo e cinismo? No, grazie. |
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DarKlaus
Staff / Moderatore
    
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Posted - 28/12/2002 : 22:54:18
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quote:
Per favore, siate tutti onesti... A voi non piace parlare di religione perchè a qualcuno si sbatte in faccia una cosa che si rifiuta di credere e altri semplicemente si rompono le scatole.
Sta frase non mi piace poi troppo perchè se un buddista o un mussulmano venisse qui a "sbattere il proprio credo in faccia ai cristiani" pensi che questi lo accetterebbero? E non sarebbe mica una giustificazione dirgli che non lo farebbero perchè non credono e giustamente come un cristiano è convinto della proprpria fede così lo sono i mussulmani (tanto più che per essa sono disposti pure a morire). Io ripeto (ma per l'ultima volta perchè poi voglio veramente uscire dalla discussione... stavolta non sono proprio riuscito a fermarmi) che negli ultimi topic non si sta discutendo di religione ma esplicitamente di Chiesa... o meglio si sta facendo catechismo...
 '... x' se ci arrabbiamo io e te nn stiamo mai piu di un minuto col cuore arrabbiato!...ciao Claudio' |
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Ms27
Fan
  
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Posted - 28/12/2002 : 22:56:01
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quote:
A voi non piace parlare di religione perchè a qualcuno si sbatte in faccia una cosa che si rifiuta di credere e altri semplicemente si rompono le scatole.
Ehmmm..scusa..ma mettersi a riportare letture che uno può benissimo leggersi su una qualsiasi Bibbia non mi pare "parlare" di religione...casomai discutere su certi argomenti, quello sì. Ma copiare passo passo tutto quel po' po' di roba (alzi la mano chi l'ha letto tutto!) oltre che inutile mi pare anche insensato!
 HAWE! by Ms27... Edwards, Bayliss, iniziate a tremare..arrivo io!!
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Dave
Fan
   
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Posted - 28/12/2002 : 22:57:52
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Non per essere ipocrita, anche perchè io alle discussioni sulla religione non ho quasi mai partecipato... parlo seriamente... ma se un musulmano o un buddhista venisse qui mi divertirei a parlare sul suo credo... naturalmente non per tutti sarebbe così e bisogna rispettare anche gli altri! Hai ragione quando parli di catechismo, per quello parlo di compromesso.
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Nichilismo e cinismo? No, grazie. |
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President
Moderatore
    
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Posted - 29/12/2002 : 02:13:20
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E' il terzo o quarto topic di questo tipo che viene aperto. Ed ogni volta si parla SOLO del fatto che sia giusto o no trattare certi argomenti senza MAI parlare di ciò che il topic richiedesse veramente.
Rifletteteci un attimo solo.
E' così o no? Me lo sto inventando? Ecco, solo questo fatto basterebbe per farci riflettere e capire che forse certi topic sarebbe meglio non aprirli. Secondo me è lecito parlare di religione, ma come dice Claus qui si fa catechismo, e poi sti topic cominciano ad essere un pò troppo frequenti senza mai portare alla discussione voluta.
 A volte è meglio vivere di sogni, di speranze, di illusioni. Se guardo in faccia la realtà vedo solo la vita che mi crolla addosso come un castello di carta... |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 29/12/2002 : 12:13:34
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Pres: ovvio che non si parla dell'argomento del topic, chi vuoi che legga, intenda e commenti quella roba???
quote:
Per favore, siate tutti onesti... A voi non piace parlare di religione perchè a qualcuno si sbatte in faccia una cosa che si rifiuta di credere e altri semplicemente si rompono le scatole.
È ovvio che non mi piace perchè mi sbattete in faccia una cosa in cui non credo (e che mi rompe)! Ma non è quello il punto! Ho accettato questo più di una volta discutendo con Marko, il solo fatto di leggere cose che c'entrino con la religione non mi da fastidio. Anzi, se se ne può cavare fuori una discussione che sia di beneficio ai neuroni di tutti mi fa anche piacere. Quello che non mi piace è che l'amico Jo qui abbia preso il forum per una sede distaccata della sua chiesa! Questo posto non è adatto al catechismo, e se si continua va a finire che creiamo la prima flame war su lene.it... Jo: se qualcuno vuole leggere pezzi di bibbia (o vangelo) si prende la sua bibbia e se li legge! Oppure va su www.vatican.va , o visita uno dei numerosi (fin troppo) forum religiosi su internet!! A parte un paio di persone, non gliene frega niente a nessuno di leggere le prime letture della genesi su lene.it!!!!
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Dave
Fan
   
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Posted - 29/12/2002 : 14:06:52
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Ragazzi... come potete vedere sostengo entrambe le posizioni perchè tutte e due sono valide, arrivati a questo punto vi consiglio di parlarne privato e mettervi d'accordo, altrimenti parlatene pure qui, purché subentri un moderatore, ossia un terzo che possa avvalorare entrambe le tesi e io (lo avete visto) non sono la persona adatta, mi dispiace solo vedervi infervorati perchè siete tutti bravi ragazzi, io ho finito.
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Nichilismo e cinismo? No, grazie. |
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Marko
Staff / Moderatore
    
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Posted - 29/12/2002 : 18:05:56
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Ehi, stop! Calmatevi tutti. Non vi si può lasciare un giorno senza che combiniate casino, eh?
Parto da Jo. Ascolta. Quando hai postato il primo topic sulle letture (non avevo letto subito il contenuto del topic e poi ci siamo persi in discussioni) pensavo ci fossero i tuoi commenti personali, insomma magari qualche passo della Bibbia corredato da tue osservazioni, da cui trarre argomenti su cui discutere. In effetti ci sono i commenti, ma sono quelli ufficiali della Chiesa e onestamente capisco il pensiero di chi dice che topic così lunghi non li legge nessuno, oltretutto se sono solo cose riportate, senza niente di tuo da commentare. Capisci? Inoltre se la cosa non suscita alcun interesse, anzi suscita fastidio, non so se sia il caso di continuare, è una decisione che affido alla tua discrezione, ma non posso dare torto a chi critica questo tipo di topic, se non altro per la ripetitività dell'argomento. Faccio un esempio: se ogni settimana qualcuno mettesse il resoconto di qualche rivista che legge o di una puntata di una telenovela per tv o altre cose del genere e l'argomento (sempre lo stesso) non suscitasse nessun interesse negli altri, sarebbe inutile continuare, visto che sarebbe come parlare con se stessi. Quindi, visto anche che queste letture sono a disposizione di tutti coloro che vogliano leggerle, non posso dar torto a chi dice che il topic non ha un suo scopo preciso, dato che rimane a solo uso e consumo di chi lo scrive e di pochi altri (anch'io ad es. non ho sentito la necessità di leggerlo, visto che già leggo le Letture di mio e ascolto la messa domenicale) Per chiarire bene: il topic così com'è non suscita interesse né argomenti. Non che un topic debba sempre suscitarli: può essere anche solo una riflessione o una preghiera personale (come quella stupenda omelia di Natale che hai postato e poi mi devi dire chi l'ha scritta), ma in quanto tale va postata per un'occasione particolare. Se venisse ripetuta ogni settimana perderebbe di significato anche quell'omelia, non trovi? Inoltre questo genere di topic è inevitabilmente un po' "ingombrante". Pensa a cosa succederebbe se ognuno cominciasse a postare regolarmente roba tratta da riviste di motori, da fumetti o da libri, tanto per dire. Intaseremmo il forum e ognuno comunicherebbe solo ciò che a lui interessa. In conclusione: non mi sembra il caso di continuare con questo genere di topic, anche per evitare ostilità su questo forum.
Per quanto riguarda gli altri, c'è chi continua a parlare con tono minaccioso, nonostante non ne abbia il diritto, chi soffoca a stento la rabbia neanche qui ci fossero dei delinquenti e anche chi usa impropriamente le parole di Gesù. Perlomeno c'è anche qualcuno che cerca di conciliare e qualcuno che si ricorda sempre di usare un linguaggio civile e sereno. Possiamo trovare un accordo tutti quanti e usare un po' più di rispetto tra di noi? In fondo ci conosciamo da tanto, non vedo il motivo di fare tutto questo sommovimento e suscitare inimicizie che topic del genere di quelli postati da Jo (anzi, visto il loro contenuto, proprio quei topic) non dovrebbero suscitare.
Spero che la discussione si chiuda qui. Confido che Jo abbia capito il mio discorso e che si possa riprendere un dialogo sereno e tollerante su argomenti (anche religiosi, ma preferibilmente interessanti come ad es. quelli che ci sono stati in passato tra me e Gattissimo e Claus) cui tutti possano partecipare.
Jo, per qualsiasi cosa, parliamone pure in privato.
Of course I am hoping to continue on as a music artist. I have written all the songs for the next album, and am looking forward to beginning the recording process. How the new album is accepted, no one knows. I feel I have already accomplished more then one should ever be able to dream about. What I know for sure is I need a long holiday after this. The past year has been wonderful but draining. [Lene Marlin - 25 Feb. 2000]
Edited by - Marko on 29/12/2002 18:09:26 |
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Gattissimo
Fan
    
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Posted - 29/12/2002 : 20:53:26
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quote:
c'è chi continua a parlare con tono minaccioso, nonostante non ne abbia il diritto, chi soffoca a stento la rabbia neanche qui ci fossero dei delinquenti
Immagino che tu ti riferisca a me... Non ho soffocato un bel niente: ho scritto quello che pensavo esattamente come lo pensavo... E l'unica minaccia che ho fatto è stata di far corrispondere un'azione simile da parte mia. Non ho insultato nessuno e pur avendo usato un tono meno paziente che negli altri miei post, non mi pare di essermi comportato così male...
Detto ciò, sono contento del tuo intervento su questo genere di post.
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