| Author |
Topic  |
|
jama
Fan
    
|
Posted - 11/03/2002 : 23:45:51
|
raga ora non ho molto tempo ma approfondirò la questione......ditemi voi come fanno certe persone a provare odio per altre solo per delle banali differenze fisiche ....io i razzisti non li sopporto li atteccherei via tutti...sono arroganti ed egoisti....ditemi con che coraggio i progettisti dei lager, "macchine" per la distruzione degli esseri umani, a guardarsi allo specchio dopo aver visto il risultato di quello che hanno creato.....mi fa incazzare troppo sta cosa....io ptoprio non riesco a capire come possono esistere persone del genere.... a questo punto tante volte mi è sorta spontanea la domanda: e Dio dov'è????? le mie idee sono sempre più confuse....ora mi fermo.
JAMA
PS:voi cosa ne pensate?
...la vita è tutta una sfida e se non la si vive come tale tanto vale farne a meno... ciribiribì KODAK! ma che centra???
|
|
|
angel of darkness
Fan
  
|
Posted - 12/03/2002 : 14:34:34
|
da quando sono pikkola non credo a dio...e non solo x ciò ke hai ora detto tu...ma x alkune kose ke mi sono successe...e ke mi hanno portato ad un kambiamento radikale....non mi sento di parlarne....diko solo ke se esiste un dio kosì buono e kosì giusto xkè ci ha portato via giovani senza kolpa...kon una vita davanti???se questo fantomatiko dio esistesse davvero ora sarebbero vive xsone ke amavamo,e questo non sarebbe un mondo nel quale prevale solo il sentimentio di odio e tanta violenza...
|
 |
|
|
Corey
Fan
  
|
Posted - 12/03/2002 : 14:59:16
|
quote:
da quando sono pikkola non credo a dio...e non solo x ciò ke hai ora detto tu...ma x alkune kose ke mi sono successe...e ke mi hanno portato ad un kambiamento radikale....non mi sento di parlarne....diko solo ke se esiste un dio kosì buono e kosì giusto xkè ci ha portato via giovani senza kolpa...kon una vita davanti???se questo fantomatiko dio esistesse davvero ora sarebbero vive xsone ke amavamo,e questo non sarebbe un mondo nel quale prevale solo il sentimentio di odio e tanta violenza...
Davvero troppo facile dare la colpa a Dio. se io sono un testa di cazzo è colpa mia nn è colpa sua. questo vale per tutti.... troppo facile dire: Dio perke' mi hai fatto questo? sapete quante volte ci ho pensato...dio nn ha colpa...siamo noi che nn abbiamo fede.
E' meglio bruciare ke spegnersi lentamente.
|
 |
|
|
Gattissimo
Fan
    
|
Posted - 12/03/2002 : 18:54:54
|
Immagino che se avete letto qualcosa del passato topic tra me e Marko sapete già come la penso sull'argomento. Sono completamente d'accordo con angel... Jama, la risposta alla tua domanda è semplicissima: dio (notare la minuscola, non ritengo di dover onorare qualcosa a cui non credo) non esiste. Non mi addentrerò in argomenti sul perchè esistiamo e così via, ma non ho mai trovato una ragione per credere. Ne ho trovate molte per non farlo, invece... Una delle quali è quella che dici tu. E sono d'accordo con te, i razzisti mi fanno ribrezzo...
_____________

 Miaoooo...
"Life is but a dream..." [Cowboy Bebop session #17: Mushroom Samba] |
 |
|
|
Marko
Staff / Moderatore
    
|
Posted - 12/03/2002 : 21:17:03
|
Ancora 'sta storia che Dio non esiste perché non ferma la violenza nel mondo. C'è molta superficialità in questo discorso. Torno a ripetere che se Dio intervenisse nelle faccende umane con la bacchetta magica, dove sarebbe mai la nostra libertà? Saremmo tutti bravi figlioli (ma schiavi): volete mettervi in testa che l'uomo è l'unico responsabile delle sue azioni? Perciò state bene attenti a quello che fate, anche voi potreste fare del male o essere scorretti, pur senza farlo necessariamente apposta. Parlate di razzismo, ma voi quando passate vicino a un nero o un musulmano, magari con un aspetto tipo talebano, e forse gli fate un giro attorno o anche solo lo guardate sospettosi o con disprezzo, pensando cose tipo: "Ma vedi questo com'è vestito" o "Senti come puzza, ma perché non si lava?", non siete molto da meno. Se non fate cose del genere buon per voi, vuol dire che sapete essere tolleranti. Perciò invece di stare lì a giudicare il mondo per quello che succede, come se noi fossimo gli unici giusti, giudichiamo prima noi stessi che siamo figli di questa società e poi chiediamoci cosa possiamo fare per renderla migliore. Ma non siamo certo i primi a cominciare a farlo: quindi si tratta di scoprire il bene - e ce n'è tanto - che viene già fatto intorno a noi, prendendo esempio da chi mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri. Dico "scoprire" perché il bene opera sempre silenziosamente, discretamente e perciò a volte vi può sembrare che non ci sia. I libri di storia, i telegiornali, tutta l'informazione s'incentrano sempre sui fatti più eclatanti, sui grandi eventi e sulle tragedie o le nefandezze che sono state compiute e si compiono, per fare notizia e per sottoporre tutto al giudizio della gente ipocrita. E noi ne siamo diventati i complici, perché invece di rimanere scossi da quello che succede e reagire, ormai ci siamo assuefatti e prendiamo ogni cosa come normale oppure stiamo sempre lì a fare i giudici del mondo. E non dite che è inutile se noi da soli proviamo a fare qualcosa di buono, perché se tutti i singoli ci provassero, cominciando a mettere le cose in ordine cominciando da casa loro, ecco che di colpo le cose cambierebbero. Purtroppo c'è troppo egoismo e menefreghismo, quando non c'è proprio odio e violenza aperta. E poi è facile chiamare in causa Dio o affermare di non credere perché non mette fine a queste cose. Proviamo a metterci in discussione prima noi stessi, divenendo un segno visibile per gli altri, anche se ciò significa andare contro la massa uniforme e uniformante. Proviamo ad esprimerci con atti di gentilezza, di rispetto, di amore per gli altri, invece che in lamentele e maldicenze. Non assistete inerti a quello che accade e non perdete tempo ad esprimere giudizi che nno servono a niente se non ad alimentare l'odio. Non aspettate che gli altri facciano qualcosa per voi, ma cominciate a fare voi qualcosa per gli altri e allora vi accorgerete che non siete soli e alla fine riceverete molto di più di quello che avete dato.
|
 |
|
|
~Sully~
Fan
  
|
Posted - 12/03/2002 : 21:32:11
|
concordo con marko. io non vado in chiesa dalla prima comunione e ho 16 anni, ma non è che non credo in Dio (e come vedete x rispetto in chi ci crede e visto che non mi ha fatto niente di male non ho problemi a mettere 1 maiuscuola, queste sono prese di posizione) io non ho la prova che Dio esista ma non ho nemmeno la prova del contrario. le persone che hanno fede ci credono e basta e molto spesso questa cosa da loro grande forza. x quanto riguarda il razzismo quello che ha fatto hitler o chi x lui in quel periodo è da odiare. ma riferendosi ai fatti che accadono al giorno d'oggi ragazzi, chiamatemi razzista o come cavolo volete, a me gli extracomunitari che vengono qui (o che vanno in un altro paese) a rubare o a ammazzare la gente x guadagnarsi da vivere li spedirei tutti a casa loro. ci sono quelli che si danno da fare x rifarsi 1 vita all'estero e sono persone da stimare, i delinquenti xò sarebbe meglio lasciarli alla frontiera... ovvio, nessuna differenza dall'italiano che ammazza e che ruba. quindi, visto che ce n'è gia abbastanza, non peggioriamo la situazione. io non sopporto i falsi moralismi di quelli che dicono certe cose x salvarsi la faccia mentre ne pensano di ben peggio. meglio una dura verità che un'ipocrisia oltretutto mal celata.
elena
You have your special place in my heart, always |
 |
|
|
angel of darkness
Fan
  
|
Posted - 12/03/2002 : 21:55:16
|
skusate...penso di essere stata io(kome sempre)la kausa del malinteso....xò mi pare di aver detto di non kredere in base alle mie esperianza....ognuno giustamente la pensa kome meglio krede! X MARKO...... ci sono molte di kazzo...è vero...ma quelle xsone non meritavano di morire... certo nessuno lo merita....ma xkè loro....
|
 |
|
|
Gattissimo
Fan
    
|
Posted - 13/03/2002 : 19:45:59
|
No angel, sono stato io... e siccome ho già affrontato l'argomento "dio e la sua (non)attività" con marko non ne parlerò più, se non altro per non annoiarvi. Ognuno ha le proprie opinioni... Cmq a proposito del razzismo, purtroppo tutti ne siamo in un modo o nell'altro vittime. E' vero, ci si insospettisce istintivamente quando si incontra qualcuno di "losco", ma solo perchè 'sta società di merda (o meglio, la gente che la compone) ci ha inculcato in testa che neri, marocchini etc sono ladri e criminali, che aspettano solo che noi ci avviciniamo per derubarci o peggio. Io da un po' combatto quest'"istinto", cerco di essere aperto di mente. Non è facile, ma almeno ci sto provando... e sono sicuro di riuscirci prima o poi. E poi odio quelli che sparano stronzate tipo "gli extracomunitari bisognerebbe mandarli tutti a casa"... E non passa giorno che non senti queste cretinate. Quando lo dice un nessuno qualunque non è certo un danno, ma quando cominciano a dirlo ministri e affini vuol dire che c'è qualcosa che va davvero male...
_____________

 Miaoooo...
"Life is but a dream..." [Cowboy Bebop session #17: Mushroom Samba] |
 |
|
|
DarKlaus
Staff / Moderatore
    
|
Posted - 13/03/2002 : 23:17:07
|
quote:
da quando sono pikkola non credo a dio...e non solo x ciò ke hai ora detto tu...ma x alkune kose ke mi sono successe...e ke mi hanno portato ad un kambiamento radikale....non mi sento di parlarne....diko solo ke se esiste un dio kosì buono e kosì giusto xkè ci ha portato via giovani senza kolpa...kon una vita davanti???se questo fantomatiko dio esistesse davvero ora sarebbero vive xsone ke amavamo,e questo non sarebbe un mondo nel quale prevale solo il sentimentio di odio e tanta violenza...
Io ho espresso più volte le mie idee a proposito e non voglio riscriverle. Pongo solo una domanda. Perchè per giustificare le "sfighe" (chiamiamole così) ti dicono sempre che Dio vuole metterti alla prova. Cosa sono un burattino? Ci sono persone che sono sfigate dalla nascita e soffrono le peggio cose fin da bambini. Che avrebbero fatto di tanto male da dover essere messi alla prova di continuo? Una volta ero credente poi so sono tolto di torno il peso della religione. Ci ho preso una bella batosta dietro a un Dio (non dico che non esista. Come potrei?!) che mi appare più contraddizione che altro... Comunque si parlava di razzismo... Se prorpio vogliamo fare i moralisti,Jama non ti sembra di essere razzista anche tu nell' odiare queste persone. Francamente ti do ragione ma l' odio è un sentimento umano e non si può condannarlo. Bisognerebbe invece vedere perchè c' è questo odio. A volte il razzismo nasce dall' ignoranza, altre volte ci sono altre cause (la deficienza umana). Siamo realisti. Certe piaghe e pregiudizi non li abbatteremo mai perchè come dice Costanzo: "la madre dei cretini è sempre incinta!". Ciao...
La mia vita?! La banchina di un autobus che ha deviato percorso...
 |
 |
|
|
Marko
Staff / Moderatore
    
|
Posted - 14/03/2002 : 20:50:18
|
quote: Perchè per giustificare le "sfighe" (chiamiamole così) ti dicono sempre che Dio vuole metterti alla prova. Cosa sono un burattino? Ci sono persone che sono sfigate dalla nascita e soffrono le peggio cose fin da bambini. Che avrebbero fatto di tanto male da dover essere messi alla prova di continuo?
Anche se non c'entra col topic, dato che hai posto delle domande, mi sento in dovere di risponderti per quello che posso, anche se mi dilungherò un po'. E' vero, spesso in religione si giustifica la disparità tra la condizione sociale delle persone con il discorso della prova, ma credo che sia una spiegazione un po' semplicistica, diciamo di liquidazione veloce del problema, per non dover affrontare discorsi più complicati. Come sempre le cose non vanno guardate solo sotto una luce. Nel problema della disparità, che esiste da sempre ed esisterà credo fino alla fine dei tempi, intervengono anche fattori umani, economici, sociali. Non vedo perché la religione debba dare o avere sempre necessariamente tutte le risposte, o meglio, le risposte ci sono di sicuro, ma noi non sempre possiamo pretendere di darle, dato che non possiamo capire tutto. Cmq, affrontando il discorso sul piano reale, bisogna prima di tutto rilevare che molto dipende dal luogo in cui si nasce, dalle sue risorse e dalla mentalità della gente. Chi nasce in Africa, ma anche chi nasce in una famiglia di delinquenti, non può inevitabilmente sollevarsi dalla situazione in cui si trova, a meno che non faccia grandi sforzi, semplicemente perché non conosce una realtà esterna diversa da quella che gli è stata inculcata e che ha visto fin da bambino. Più facile sarà per questa persona sollevarsi dalla sua situazione se arriva un aiuto esterno, ma sappiamo anche che tali popoli (mi riferisco al primo esempio dei paesi poveri) o tali persone (mi riferisco al secondo esempio dei delinquenti) a volte non desiderano affatto farsi aiutare oppure sfruttano l'aiuto esterno per continuare a fare peggio di prima, senza che ci sia una volontà di recupero, perché non vogliono lavorare o non concepiscono altro modo di vivere. Allora, se mi chiedi che colpe ha un bambino africano mezzo morto di fame o un ragazzino che in Afghanistan impugna un kalashnikov a otto anni, la risposta non è certo facile, ma risiede sicuramente in fattori sociali, economici e culturali, ovviamente non solo propri di quel luogo, perché spesso è tutta l'umanità ad averne colpa. Non si può dire però in ogni caso che Dio stia mettendo alla prova quel bambino africano; tanto meno il ragazzino che spara sui suoi "nemici", al quale non mi sentirei neanche di imputare una colpa, quindi che prova sarebbe, se non si rende neanche conto di quello che fa? Se poi con "sfiga" ti riferisci a bambini che rimangono orfani o alla gente che perde persone care o a creature che nascono malformate e cose simili, tutte queste cose, come già ho detto a Gattissimo, discendono in un modo o nell'altro da eventi e azioni umane. Sul piano puramente religioso, come giustificare queste cose, se vogliamo per forza giustificarle? Il discorso della prova sta in questo: ogni persona nella vita affronta prima o poi dei momenti difficili, così come ci sono quelli belli. Ovviamente non tutto può essere sempre bello ed è proprio in questi momenti più bui che la nostra fede viene fuori, sia come capacità di confermare la nostra fiducia in Dio, sapendo che è misericordioso e che vuole sempre il bene dei suoi figli, sia come sostegno. E non è, come direbbe Gattissimo, un modo per far fronte alla nostra debolezza umana, ma la consapevolezza che c'è qualcuno che non ci lascerà mai soli, dovessimo rimanere soli su questa Terra, perché dov'è che tende il nostro cuore veramente? Vi siete mai chiesti perché amiamo, cioé perché abbiamo tanto bisogno di creare dei legami su questa terra, che poi inevitabilmente ci procurano sofferenze quando intervengono le separazioni e la morte? Perché in realtà abbiamo nostalgia, nostalgia dell'amore vero di chi ci ha creato e ha messo quest'amore in noi, un amore che ci fa stare bene e ci risolleva sempre da tutti i baratri in cui possiamo cadere, perché l'amore vero è una promessa che non verrà mai meno. Ma tornando al problema di sopra, io credo che il fatto di avere sfortuna nella vita non dev'essere visto principalmente come una prova. Semplicemente bisogna accettare ciò che accade, perché è umano. Dio non gode certo a vederci soffrire quando ci muore qualcuno, certo non gli piace che nel terzo e nel quarto mondo si muoia ancor oggi di fame e di malattia, con tutto il progresso tecnologico che l'Occidente ha compiuto. E allora per le persone colpite, sia che a loro sia arrivato l'annuncio evangelico sia che non sappiano nulla di Cristo, si tratta di prendere la vita con serenità, traendo felicità già dal continuare a vedere la luce ogni giorno, di avere qualcosa da masticare sotto i denti. Anzi, le persone povere o sfortunate sono per lo più proprio così, molto più umili e serene in spirito di noi che abbiamo tutto, ma siamo oppressi nel cuore. Gesù prediligeva i poveri probabilmente proprio per questo, dicendo che erano molto più vicini rispetto a noi al regno dei cieli, perché chi è oppresso dal peso della ricchezza, chi non ha mai dovuto fare un minimo sacrificio in vita sua per ottenere qualcosa di suo, non sa proprio cos'è la vita; si porta solo un enorme peso appresso che lo fa sentire male e non sa perché. Chi non ha niente invece è felice anche così, ma avrà ricompensa più grande per le sofferenze che ha avuto in vita (sofferenze, preciso ancora, non causate certo da Dio, anche se ogni sofferenza comporta indirettamente una prova interiore per chi la sopporta, perché è facile credere in Dio solo quando si sta bene e tutto fila liscio). C'è una bella parabola che parla di questo tema: non costa nulla leggerla e spero non la interpretiate solo in chiave di contrappasso (alla Dante Alighieri), perché il significato è molto più profondo ed è anche un monito per i cristiani: noi che abbiamo avuto la possibilità di accogliere la Parola e non l'abbiamo fatto o non abbiamo agito di conseguenza, non avremo giustificazione alcuna. Il brano è: Luca 16, 19-31.
P.s. Claus, non prendertela, ma non credo che ti sei tolto di torno il peso della religione, semplicemente hai relegato tutto in un angolino per non dover affrontare il peso della tua coscienza che ti pone delle domande, ma spero proprio che questa non ti lasci mai in pace, così come quella di un altro individuo qui dentro.
|
 |
|
|
Gattissimo
Fan
    
|
Posted - 14/03/2002 : 21:22:59
|
Essere chiamato "individuo" mi fa sentire importante :-) Comunque, marko, se mi dilungo anche io ripartiamo con un super-topic come quello di qualche tempo fa, quindi risponderò brevemente... Così spero che leggeranno anche altri.
Dici che in una vita ci sono momenti belli e brutti... Probabilmente ti basi sulla tua vita per dire questo. Bè, credimi, c'è gente a cui non va affatto così bene, e che fatica a trovare anche momenti medi... figurati belli. Dici che dipende molto da dove si nasce e in mezzo a chi. E che colpa ha un bambino che nasce in afghanistan più di uno che nasce in un posto più "civile"? Lasciando da parte per un attimo cosa dio (non) fa per noi, mi spieghi perchè dovrebbe permettere che un bambino nasca il povertà, soffra la fame, non conosca mai la felicità e finisca la sua breve esistenza crivellato di colpi o kamikaze contro altra gente? Mi puoi parlare di libertà di azione, ma niente tiene davanti a questo. Riguardo al perchè amiamo: perchè da sempre l'uomo si preoccupa più del presente che del futuro. Nel presente si sente meglio con altra gente, in futuro si vedrà. L'ipotesi della ricompensa per le sofferenze in terra equivale al fare del non soffrire una colpa. Una persona felice, che non ha patito molto dolore, non verrà ricompensata come una che invece lo ha fatto... perchè? Che colpa ha se ha patito di meno?
Vorrei continuare e rispondere a un altro paio di argomenti, ma mi fermo quì sennò non finisco più. Un'ultima cosa: la mia coscenza è perfettamente a posto. Ti assicuro che mi lascia in pace, proprio perchè non ho fatto niente di cui mi dovrei pentire. Claus, a proposito: non ti puoi essere liberato dalla religione se credi ancora in dio. Potrai veramente dire di essertene liberato solo quando ti renderai conto che le domande che ti (ci) fai possono trovare una e una sola risposta che le soddisfi pienamente...
_____________

 Miaoooo...
"Life is but a dream..." [Cowboy Bebop session #17: Mushroom Samba] |
 |
|
|
Marko
Staff / Moderatore
    
|
Posted - 15/03/2002 : 10:04:20
|
quote: L'ipotesi della ricompensa per le sofferenze in terra equivale al fare del non soffrire una colpa. Una persona felice, che non ha patito molto dolore, non verrà ricompensata come una che invece lo ha fatto... perchè? Che colpa ha se ha patito di meno?
Ti rispondo brevemente solo a questa domanda. In effetti chi sta bene deve sentirsi un po' in colpa, anche se non ha fatto nulla di male. Non dico che ha colpa, ma dovrebbe sentirsi in colpa, perché sa benissimo che ci sono tanti che stanno peggio di lui. E quindi dovrebbe fare qualcosa di conseguenza, visto che gliene è stata data la possibilità (e anche questa è una "prova" per lui): se rimane inerte, allora ne avrà colpa. In questo consiste la carità cristiana, che non è certo l'elemosina, come ormai comunemente viene intesa la parola carità. Charitas significa amore: l'amore per il prossimo ("Ama il prossimo tuo come te stesso") significa dare una parte di sé e anche tutto di sé se necessario (perché è facile dare solo quello che per noi è superflueo) perché anche i meno fortunati che stanno intorno a noi possano vivere una vita dignitosa, degna di un essere umano. E soprattutto bisogna agire in modo di non apparire superiori o dei benefattori, ma trattando gli altri alla pari, poiché siamo tutti fratelli e figli e nessuno può considerarsi migliore di un altro solo perché è stato più fortunato o più furbo in vita sua. Il metro di giudizio divino è imperscrutabile, ci sorprende sempre, è diverso dalla giustizia umana, per cui non si può dire se gli uni verranno ricompensati più degli altri o meno. C'è un'altra parabola, quella degli operai, in cui il padrone dà lo stesso a chi ha lavorato dalle prime ore del mattino e a chi ha lavorato appena un'ora: probabilmente rappresenta la bontà infinita che alla fine ci salverà tutti. Ma una cosa è sicura: se ci è stata data la possibilità di fare qualcosa per qualcuno dei più "piccoli", come li chiama Gesù, e noi non la facciamo, è come se non l'avessimo fatta a Lui, perché in ognuno è riflesso il volto di Cristo.
|
 |
|
|
DarKlaus
Staff / Moderatore
    
|
Posted - 15/03/2002 : 23:02:03
|
quote:
quote: Perchè per giustificare le "sfighe" (chiamiamole così) ti dicono sempre che Dio vuole metterti alla prova. Cosa sono un burattino? Ci sono persone che sono sfigate dalla nascita e soffrono le peggio cose fin da bambini. Che avrebbero fatto di tanto male da dover essere messi alla prova di continuo?
Anche se non c'entra col topic, dato che hai posto delle domande, mi sento in dovere di risponderti per quello che posso, anche se mi dilungherò un po'. E' vero, spesso in religione si giustifica la disparità tra la condizione sociale delle persone con il discorso della prova, ma credo che sia una spiegazione un po' semplicistica, diciamo di liquidazione veloce del problema, per non dover affrontare discorsi più complicati. Come sempre le cose non vanno guardate solo sotto una luce. Nel problema della disparità, che esiste da sempre ed esisterà credo fino alla fine dei tempi, intervengono anche fattori umani, economici, sociali. Non vedo perché la religione debba dare o avere sempre necessariamente tutte le risposte, o meglio, le risposte ci sono di sicuro, ma noi non sempre possiamo pretendere di darle, dato che non possiamo capire tutto. Cmq, affrontando il discorso sul piano reale, bisogna prima di tutto rilevare che molto dipende dal luogo in cui si nasce, dalle sue risorse e dalla mentalità della gente. Chi nasce in Africa, ma anche chi nasce in una famiglia di delinquenti, non può inevitabilmente sollevarsi dalla situazione in cui si trova, a meno che non faccia grandi sforzi, semplicemente perché non conosce una realtà esterna diversa da quella che gli è stata inculcata e che ha visto fin da bambino. Più facile sarà per questa persona sollevarsi dalla sua situazione se arriva un aiuto esterno, ma sappiamo anche che tali popoli (mi riferisco al primo esempio dei paesi poveri) o tali persone (mi riferisco al secondo esempio dei delinquenti) a volte non desiderano affatto farsi aiutare oppure sfruttano l'aiuto esterno per continuare a fare peggio di prima, senza che ci sia una volontà di recupero, perché non vogliono lavorare o non concepiscono altro modo di vivere. Allora, se mi chiedi che colpe ha un bambino africano mezzo morto di fame o un ragazzino che in Afghanistan impugna un kalashnikov a otto anni, la risposta non è certo facile, ma risiede sicuramente in fattori sociali, economici e culturali, ovviamente non solo propri di quel luogo, perché spesso è tutta l'umanità ad averne colpa. Non si può dire però in ogni caso che Dio stia mettendo alla prova quel bambino africano; tanto meno il ragazzino che spara sui suoi "nemici", al quale non mi sentirei neanche di imputare una colpa, quindi che prova sarebbe, se non si rende neanche conto di quello che fa? Se poi con "sfiga" ti riferisci a bambini che rimangono orfani o alla gente che perde persone care o a creature che nascono malformate e cose simili, tutte queste cose, come già ho detto a Gattissimo, discendono in un modo o nell'altro da eventi e azioni umane. Sul piano puramente religioso, come giustificare queste cose, se vogliamo per forza giustificarle? Il discorso della prova sta in questo: ogni persona nella vita affronta prima o poi dei momenti difficili, così come ci sono quelli belli. Ovviamente non tutto può essere sempre bello ed è proprio in questi momenti più bui che la nostra fede viene fuori, sia come capacità di confermare la nostra fiducia in Dio, sapendo che è misericordioso e che vuole sempre il bene dei suoi figli, sia come sostegno. E non è, come direbbe Gattissimo, un modo per far fronte alla nostra debolezza umana, ma la consapevolezza che c'è qualcuno che non ci lascerà mai soli, dovessimo rimanere soli su questa Terra, perché dov'è che tende il nostro cuore veramente? Vi siete mai chiesti perché amiamo, cioé perché abbiamo tanto bisogno di creare dei legami su questa terra, che poi inevitabilmente ci procurano sofferenze quando intervengono le separazioni e la morte? Perché in realtà abbiamo nostalgia, nostalgia dell'amore vero di chi ci ha creato e ha messo quest'amore in noi, un amore che ci fa stare bene e ci risolleva sempre da tutti i baratri in cui possiamo cadere, perché l'amore vero è una promessa che non verrà mai meno. Ma tornando al problema di sopra, io credo che il fatto di avere sfortuna nella vita non dev'essere visto principalmente come una prova. Semplicemente bisogna accettare ciò che accade, perché è umano. Dio non gode certo a vederci soffrire quando ci muore qualcuno, certo non gli piace che nel terzo e nel quarto mondo si muoia ancor oggi di fame e di malattia, con tutto il progresso tecnologico che l'Occidente ha compiuto. E allora per le persone colpite, sia che a loro sia arrivato l'annuncio evangelico sia che non sappiano nulla di Cristo, si tratta di prendere la vita con serenità, traendo felicità già dal continuare a vedere la luce ogni giorno, di avere qualcosa da masticare sotto i denti. Anzi, le persone povere o sfortunate sono per lo più proprio così, molto più umili e serene in spirito di noi che abbiamo tutto, ma siamo oppressi nel cuore. Gesù prediligeva i poveri probabilmente proprio per questo, dicendo che erano molto più vicini rispetto a noi al regno dei cieli, perché chi è oppresso dal peso della ricchezza, chi non ha mai dovuto fare un minimo sacrificio in vita sua per ottenere qualcosa di suo, non sa proprio cos'è la vita; si porta solo un enorme peso appresso che lo fa sentire male e non sa perché. Chi non ha niente invece è felice anche così, ma avrà ricompensa più grande per le sofferenze che ha avuto in vita (sofferenze, preciso ancora, non causate certo da Dio, anche se ogni sofferenza comporta indirettamente una prova interiore per chi la sopporta, perché è facile credere in Dio solo quando si sta bene e tutto fila liscio). C'è una bella parabola che parla di questo tema: non costa nulla leggerla e spero non la interpretiate solo in chiave di contrappasso (alla Dante Alighieri), perché il significato è molto più profondo ed è anche un monito per i cristiani: noi che abbiamo avuto la possibilità di accogliere la Parola e non l'abbiamo fatto o non abbiamo agito di conseguenza, non avremo giustificazione alcuna. Il brano è: Luca 16, 19-31.
P.s. Claus, non prendertela, ma non credo che ti sei tolto di torno il peso della religione, semplicemente hai relegato tutto in un angolino per non dover affrontare il peso della tua coscienza che ti pone delle domande, ma spero proprio che questa non ti lasci mai in pace, così come quella di un altro individuo qui dentro.
Non ho il tempo di risponderti con cognizione di causa. Rispondo solo al p.s. (che pare più un minaccia/maledizione). La mia coscenza è abbastanza in pace con sè stessa e me stesso. Ha tutt' altre domande da porsi e problemi terreni da risolvere prima di poter ricominciare a pensare allo spirituale. Francamente non mi sono mai posto molte domande sulla religione. Da bambino accettavo per buone le cose date senza pensarci sopra. Poi ho cominciato a riflettere ma non l' ho fatto per molto tempo. In fondo ormai avrai capito che mi sono costruito una specie di religione tutta mia. Mi accetto le cose che mi sono dato e che mi fanno comodo. Non ho bisogno di pregare, di dover andare in chiesa, di pormi domande di etica o morale(il mondo fa schifo ed è inutile affannarsi per ottenere effimeri miglioramenti che i posteri distruggeranno non appena te ne sarai andato... un po' come i castelli di sabbia. Non vedi l' ora che il bambino se ne vada per abbatterlo a pedate...). Peso della religione tolto e tanti saluti. Appena ho tempo leggo tutto. Ciao.
ps: X la mia coscienza. Non lo ascoltare. 'St' uomo è un farabbutto (naturalmente scherzo...! )

La mia vita?! La banchina di un autobus che ha deviato percorso...
 |
 |
|
|
Gattissimo
Fan
    
|
Posted - 16/03/2002 : 11:18:02
|
quote:
il mondo fa schifo ed è inutile affannarsi per ottenere effimeri miglioramenti che i posteri distruggeranno non appena te ne sarai andato... un po' come i castelli di sabbia. Non vedi l' ora che il bambino se ne vada per abbatterlo a pedate...
Quanto hai ragione! Tranne per i castelli di sabbia... A me non piace abbattere le cose, un castello di sabbia preferisco ammirarlo, per brutto che sia è sempre stato il divertimento di qualcuno.
_____________

 Miaoooo...
"Life is but a dream..." [Cowboy Bebop session #17: Mushroom Samba] |
 |
|
|
jama
Fan
    
|
Posted - 16/03/2002 : 15:58:47
|
ora non ho tempo..(tanto per cambiare)...ma il mio topic voleva solo farvi capire quanto, per me, il razzismo sia una cosa inconcepibile.... è vero che io odiando i razzisti mi comporto come tale ma allora c'è razzismo e razzismo...il mio odio si ferma lì anche perchè non avrei il coraggio di far del male a qualcuno...(figuratevi non uccido nemmeno le mosche perchè mi vengono i sensi di colpa)...ma in un certo senso è pure """giustificato""" visto che si basa su fatti piuttosto estremi... l'odiare una persona fino al punto di volerla uccidere è una cosa che non riesco nemmeno ad immaginare....in più loro lo facevano con gente innocentissima.! ...riguardo a Dio e alle sue azioni io non posso certo giudicarle ma se come dite voi tutto ciò che facciamo è solo colpa nostra allora ditemi che colpa avevano i bambini ebrei (e non solo loro) per meritarsi di morire a quel modo......tanti pensano e anch'io lo avevo fatto, che Dio abbia "creato" il mondo e l'uomo e poi, visto che l'uomo è libero, gli abbia lasciato portare avanti la propria vita come meglio credeva....visto che poi ognuno sarebbe stato infine giudicato.... se sosteniamo una idea del genere allora è come se Dio avesse preso un po' di creature (tra cui anche noi) e una bella palla chiamata Terra e le avesse schiaffate lì dicendogli: avete il vostro pianeta e adesso fate un po' quel che volete ... così avrebbe preso gli uomini e li avrebbe lasciati alla più cruda legge della natura ...il più forte comanda ma non mi sembra una cosa molto corretta.....
ciao JAMA
PS:....probabilmente ho scritto tante cazzate...
...la vita è tutta una sfida e se non la si vive come tale tanto vale farne a meno... ciribiribì KODAK! ma che centra???
|
 |
|
|
Gattissimo
Fan
    
|
Posted - 16/03/2002 : 19:05:42
|
quote:
probabilmente ho scritto tante cazzate...
Per niente, anche se sicuramente Marko sarà d'accordo con te :) Secondo me hai ragione... Con la differenza che io riesco benissimo ad immaginare la morte più o meno accidentale (chi ha orecchie per intendere...) di certa gente. A volte penso che certi non dovrebbero essere lasciati vivi, siccome creano solo sofferenze... E cmq mi riesce molto più facile pensare di far male ad un essere umano (anche se poi tra il dire e il fare...) che a un gatto. Sono serio!
_____________

 Miaoooo...
"Life is but a dream..." [Cowboy Bebop session #17: Mushroom Samba] |
 |
|
Topic  |
|
|
|