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 Gustav Holst - The Planets
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Pegasus_TDCi
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Posted - 16/07/2004 :  11:22:45  Show Profile  Visit Pegasus_TDCi's Homepage Send Pegasus_TDCi a Private Message
Potrebbe sembrare un topic poco interessante, ma ritengo che possa risultarlo più che altro nella misura in cui è probabile che non si conosca l'artista o l'opera in questione.

Premetto che non sono uno studioso di musica e che non son buono a fare commenti tecnici, ma vado sempre più che altro a sensazione. In particolare, non sono un appassionato di musica classica, conosco i pezzi più popolari che la storia ci ha tramandato (da Bach e Beethoven fino ai giorni nostri). Il fatto è che non so nemmeno se chiamarla musica 'classica'...

Anni fa mi capitò di ascoltare la suite "The Planets" di Gustav Holst, e mi piacque subito moltissimo. C'è da considerare che in quegli anni (parlo del 1997-98) mi ero avvicinato un po' all'astrofilia perciò quest'opera mi incuriosì anche solo dal nome. Ora che quell'interesse si è stemperato è rimasta però la passione per quella musica ispirata dall'argomento. In breve, è una suite orchestrale di sette brani, uno per ogni pianeta del Sistema Solare (Plutone sarebbe stato scoperto nel 1930, 15 anni dopo la scrittura dell'opera, e per questo non figura) disposti in ordine di distanza dalla Terra, e ognuno associato a un tratto distintivo (Marte la guerra, Venere la pace, Mercurio il messaggero alato, Giove la gioia, Saturno la vecchiaia, Urano la magia, Nettuno la misticità) che si ripercuote nella struttura musicale e nell'orchestrazione. Per chi non conoscesse l'opera posso dire che Holst è considerato un maestro dell'orchestrazione brillante: tutti gli strumenti dell'orchestra trovano ampio spazio (archi, fiati, legni, ottoni, percussioni...). Lo stile musicale, che sa essere energetico quanto tranquillo, è abbastanza irregolare rispetto alla musica 'classica' come siamo abituati a intenderla (del resto l'opera è del 1914-16, c'è stato anche l'impressionismo in mezzo... vabbè ho detto che non mi addentro in territori specifici ) e può sembrare qua e là 'zoppicante' (sono usati anche dei ritmi in 5/4, cosa poco usuale) ma nonostante questo, i pezzi godono a mio avviso di una orecchiabilità straordinaria, tantopiù che mi è capitato in diversi documentari - non solo astronomici - di sentire utilizzata proprio la musica dei Pianeti per la sua particolare atmosfera e per la varietà di sensazioni che genera nell'ascoltatore.

Non voglio dilungarmi oltre, volevo solo segnalare quest'opera a chi è interessato all'argomento "musica orchestrale" in generale, oltre che naturalmente a chiedere se qualcuno oltre a me la conosce, e nel caso cosa ne pensa.





Furet, værbitt, over vannet, med de tusen hjem ...

Edited by - Pegasus_TDCi on 16/07/2004 11:27:47
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