Attenzione: dire che "non avrebbe senso parlare di al di là se non fosse morto Gesù" è diverso dal dire che l'al di là è un concetto esclusivamente cristiano o che "non si potrebbe parlare di al di là se non fosse esistito Gesù", come tu dici. Tu in pratica hai criticato prima di tutto il contenuto dell'articolo e di conseguenza la conclusione dell'autore che il testo di Lene non avrebbe potuto avere senso. Avresti ragione se si fosse parlato di al di là in un contesto in cui vengono citate anche altre religioni, ma l'autore dell'articolo ha a cuore solo il Cristianesimo (infatti il titolo è: "L'interpretazione cristiana") Mi sembra dunque evidente che l'autore dell'articolo ragiona sempre nell'ottica cristiana, e per i cristiani senza Gesù e la sua morte e risurrezione, neppure la nostra risurrezione (anima e corpo) potrebbe avvenire e dunque non avrebbe senso (per i cristiani!) parlare di al di là o vita eterna o Cielo o Regno di Dio. Certamente l'al di là non è un concetto esclusivamente cristiano e non posso credere che l'autore dell'articolo lo ignori così grossolanamente. Prima che cristiano, infatti, l'al di là è un concetto giudaico (i Giudei aspettavano appunto per la loro salvezza il Messia, che poi una parte di loro -divenuti cristiani- ha riconosciuto in Cristo). C'è l'Islamismo, successivo però al Cristianesimo. Prima c'è il Buddismo, col Nirvana, che per quanto ne sappia non è però un "nuovo mondo", ma soltanto un diverso stato spirituale, lo stadio ultimo dell'ascesi che si raggiunge attraverso una completa liberazione da qualsiasi istinto e legame col mondo dei sensi. E' una sorta di stato di beatitudine che però può anche coincidere col nulla. Ci sono, ancor prima, le credenze mitologiche del passato, ad es. il Walhalla dei popoli nordici (una specie di ritrovo dei guerrieri morti in battaglia) e i Romani parlavano dei lari, anime di antenati che proteggevano la casa.
Ma a parte la considerazione che di tutti questi nessuno ha mai utilizzato la parola Cielo (Heaven) per indicare la destinazione futura (mi sembra che neppure nell'A.T. sia presente questo termine), ripeto ancora una volta che è evidente e anche giustificabile che l'autore dell'articolo abbia assunto che Lene fosse cristiana, visti i termini usati, altrimenti perché prendere a spunto una sua canzone per parlare di temi cristiani? Avrà sbagliato a trarre questa conclusione (la fede di Lene) dal suo testo, ma certamente Lene non è uscita filosofa da un giorno all'altro o si è convertita all'Islamismo. O pensi che creda alle antiche saghe nordiche? Per cui, se Lene ha una fede, è con tutta probabilità quella cristiana. E con tutta probabilità ha scritto quel testo in base alle sue conoscenze della religione cristiana e soprattutto perché qualcun altro (il morente) le ha detto quelle cose che le sono rimaste impresse.

Cannot control this... this thing called Lene
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