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 Le multinazionali e le loro magagne
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Marko
Staff / Moderatore

Posted - 29/12/2002 :  20:29:39  Show Profile Send Marko a Private Message
Questo topic ha lo scopo esclusivo di informarvi sulla provenienza di ciò che consumiamo, sul modo in cui viene prodotta, sui sistemi illeciti che a volte vengono adoperati pur di aumentare il guadagno a tutte spese di lavoratori e consumatori e sulle condanne ricevute dalle aziende produttrici o da loro dipendenti.
Ciò che scrivo lo riprendo da brevi pubblicazioni che indicano queste fonti: “Nuova guida al consumo critico” del Centro Nuovo Modello di Sviluppo – Ed. EMI; “Equonomia – La rivista del Consumatore Critico”; ADICONSUM – Associazione Italiana Difesa del Consumatore.
Ma sicuramente esistono moltissime altre fonti specializzate, che cercherò di scovare. Potrebbero essere menzogne? E chi glielo farebbe fare di mettersi nei guai?
Raga, aprite gli occhi... e le orecchie.

Cominciamo con casa nostra:

AMADORI
Di proprietà della famiglia Amadori, è il secondo gruppo italiano nel settore delle carni avicole. Nel ’98, grazie all’acquisizione delle aziende Avichianti (Siena), Cibus (Brescia), Pollo Jolly (Bergamo), il fatturato del gruppo Amadori è salito a 850 miliardi con diverse strutture produttive, le principali situate a Forlì, Teramo e Verona.
Il gruppo Amadori è anche proprietario di Agro Alimentare Adriatica Sri, impresa di macellazione delle carni avicole.
Secondo un dossier presentato nel dicembre 1998 da Davide Fabbri, consigliere comunale di Cesena, il gruppo Amadori si disinteressa delle leggi e delle normative ambientali mettendo a rischio di grave inquinamento l’intera valle del fiume Saio, nella provincia di Forlì. L’impresa di pollame, deviato a proprio piacimento il corso del Rio Fossobon, ha costruito abusivamente due capannoni per l’allevamento del bestiame su un territorio dello Stato. Ha realizzato, inoltre, sette megacontenitori per lo smaltimento degli escrementi degli animali senza aver ottenuto alcuna autorizzazione. La Amadori si difende sostenendo di aver realizzato e messo in funzione già da tempo diversi impianti di depurazione che sono interamente a norma; ma l’azienda alleva più polli di quanto dovrebbe, dunque i comuni della zona sono stati costretti a costruire, a spese della collettività, un altro depuratore per ripulire le acque in uscita dal depuratore privato.
Il 16 dicembre 1999 è stata condannata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole: in un messaggio pubblicato su «La Repubblica» aveva scritto «da quarant’anni allevo a terra i miei polli dando loro gli stessi cereali che una volta si cercavano da soli in campagna».

CIRIO
Gruppo italiano del settore conserviero che si sta espandendo a livello internazionale. Già di proprietà pubblica, nel 1994 è stata ceduta al finanziere Sergio Cragnotti che opera attraverso un complesso castello finanziario la cui società madre è la Abberley Limited con sede a Dublino in Irlanda, dove la legislazione fiscale è particolarmente permissiva.
I principali marchi con cui si presenta ai consumatori sono:
Cirio (aceto, legumi e verdure in scatola, olio d’oliva, sughi, tonno e sardine); Cirio, De Rica (legumi e verdure in scatola); Cirio, De Rica, Del Monte (pomodori e passate); La pasta rustica Cirio (pasta); Del Monte (ananas in scatola, frutta in scatola); Batik, Tè Ati (aranciate, cole e simili); Del Monte, Mangia & Bevi (succhi di frutta); Royal (budini e lieviti); Pizza Catarì (preparati per pizze); Ketchup Del Monte, Rubra (maionese e salse varie).
Cragnotti è fortemente presente in Brasile dove possiede stabilimenti alimentari e dei prodotti per l’igiene della casa. Con l’acquisizione di Del Monte Royal, Cirio ha incorporato anche le piantagioni di ananas (controlla il 35% della produzione mondiale) delle Filippine e del Kenya.
In Kenya licenzia gli assunti a tempo indeterminato e li riassume come stagionali perché in questo modo hanno diritto a salari più bassi guadagnando solo 1/3 del fabbisogno di una famiglia tipo del Kenya. Gli alloggi forniti dall’impresa sono indecenti. Sono stati accertati, inoltre, vari casi di repressione sindacale.
Nella piantagione di Thika (Kenya) si utilizzano pesticidi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come molto pericolosi, senza che i lavoratori abbiano ricevuto istruzioni e protezioni adeguate. Quattro di questi non sono ammessi in Italia. La popolazione che vive attorno alla piantagione lamenta acque avvelenate.
Nel dicembre 1998, Tesco, una catena di supermercati inglese, ha messo sotto sequestro i pomodori Cirio perché contenenti un’alta concentrazione di stagno.
Nel corso degli anni Sergio Cragnotti o le sue società hanno subito varie condanne:
nel ’94 per l’inchiesta sui fondi neri Ferruzzi (Cragnotti era accusato di false comunicazioni sociali) il Pubblico Ministero e la difesa hanno patteggiato la pena: 10 mesi di reclusione;
il 27/6/97 è stato arrestato un funzionario della Cirio perché risultato coinvolto in una truffa ai danni dell’Unione Europea, che aveva pagato contributi su scarti di pomodoro spacciati per pomodoro fresco.

Of course I am hoping to continue on as a music artist. I have written all the songs for the next album, and am looking forward to beginning the recording process. How the new album is accepted, no one knows. I feel I have already accomplished more then one should ever be able to dream about. What I know for sure is I need a long holiday after this. The past year has been wonderful but draining. [Lene Marlin - 25 Feb. 2000]


Gattissimo
Fan

Posted - 29/12/2002 :  20:59:59  Show Profile  Visit Gattissimo's Homepage  Send Gattissimo an ICQ Message Send Gattissimo a Private Message
Marko, siamo realisti: nulla più è puro e incontaminato, e il concetto che i cibi che vengono definiti biologici, igienici, incontaminati etc lo siano davvero non è nulla più che un'illusione. Personalmente so da tempo che quello che mangio non è troppo salutare, ma siccome non ci tengo a morire di fame, "o così o pomì", giusto per rimanere in tema

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DarKlaus
Staff / Moderatore

Posted - 29/12/2002 :  21:03:29  Show Profile Send DarKlaus a Private Message
Grazie del topic Marko... l'ho letto tutto con interesse.
A dire la verità mi aspettavo che iniziassi con i McDonald's tanto citati...
Ora non pensare male, ma quello che hai scritto non mi stupisce per niente...
Innanzitutto non hai scritto nulla di troppo eclatante o rivelazioni scioccanti come quelle, ripeto a volte assurde, sul McDonald's.
Sul fatto delle menzogne... be nessuno è la voce della verità quindi non è detto che tutte le tue notizie e fonti siano poi così attendibili, soprattutto se sono arrivate attraverso molti giri. Queste riviste e associazioni avranno anche loro varie fonti e nessuno può garantire la loro attendibilità se non sono poi così dirette. Le stesse denuncie ai tribunali chissà cosa potrebbero avere dietro (dalla verità alla concorrenza sleale) e sono sicuro che per molte cose che dirai nel tempo saranno state anche aperte cause di diffamazione. Quante cause fatte alle aziende sono poi state perse?Cmq non è questo l'importante...
Riguardo a quello che hai detto... be non c'è bisogno di andare a vedere che la Cirio sfrutta i Kenyani... quelle continue assunzioni e licenziamenti vengono praticate ormai da parecchie aziende e praticamente in tutto il mondo, anche in Italia. Basta vedere le continue assunzioni di giovani per contratti di formazione che durano sei mesi dopodichè fine del lavoro e poi, in caso, nuova assunzione sempre con contratti non regolari o cmq limitati a tempo. Qualsiasi azienda ormai assume quasi esclusivamente per contratti a termine e riuscire ad avere un posto fisso è un bel problema ovunque. Ecco perchè durante gli scioperi della Fiat alcuni operai erano praticamente costretti ad andare a lavorare cmq... per l'azienda è anche un arma di difesa. Sulle repressioni sindacali sono sicuro che il problema esiste sempre (dove ci sono interessi economici ci saranno sempre episodi di questo tipo, senza dover scomodare quei poveri Africani). Ripeto che per me il problema maggiore in questi casi non è di chi compie lo sfruttamento ma di chi gli pemrette di farlo. Le leggi non tutelano i lavoratori ed è evidente e di questo dovrebbe occuparsi chi è tenuto a fare le leggi... ma qui entra di sicuro in gioco un altro bel fenomeno che conosciamo bene acneh qui e che risponde al nome di corruzione.
Cmq aspetto nuove informazioni... e se è possibile specifica di volta in volta la fonte... così posso anche andare a documentarmi con più precisione se ne avessi bisogno.
Ciao e grazie.

ps: sai citarmi una compagnia che non faccia pubblicità ingannevole?
E le leggi spesso vengono usate in modo abbastanza arbitrario (potrei portarti delgi esempi concreti)


'... x' se ci arrabbiamo io e te nn stiamo mai piu di un minuto col cuore arrabbiato!...ciao Claudio'

Edited by - DarKlaus on 29/12/2002 21:07:33
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President
Moderatore

Posted - 30/12/2002 :  03:11:47  Show Profile  Visit President's Homepage  Click to see President's MSN Messenger address Send President a Private Message
Bene Marko. Anch'io ho letto con interesse.
Le notizie sulla Cirio mi sembrano più gravi di quelle dei Mc Donald's anche perchè mi sembrano più fondate ed obiettive (ad esempio ai MC Donald's accusavi pure di attirare i bambini con giochi colorati o di produrre troppa immondizia, e mi sembrano accuse insipide).
Cmq mi associo agli altri, credo che aziende "pulite" non ce ne sono, del resto sono stato il primo a dirlo nell'altro topic.

Stasera ho cenato al Mc Donald's....


A volte è meglio vivere di sogni, di speranze, di illusioni. Se guardo in faccia la realtà vedo solo la vita che mi crolla addosso come un castello di carta...
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Gattissimo
Fan

Posted - 30/12/2002 :  11:00:37  Show Profile  Visit Gattissimo's Homepage  Send Gattissimo an ICQ Message Send Gattissimo a Private Message
quote:

Stasera ho cenato al Mc Donald's


Io ci vado oggi... E me la spasserò... Che buoniiiii i Big Mac...

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Marko
Staff / Moderatore

Posted - 30/12/2002 :  13:36:46  Show Profile Send Marko a Private Message
Lo so che non è nulla di eclatante, ma aspettate le prossime puntate
Io cmq non giustificherei i comportamenti disonesti, generalizzandoli o minimizzandoli, anche come forma di rispetto verso chi si comporta ancora onestamente. Poi capite bene che in ogni caso alla fine quelli che vengono presi per i fondelli siamo noi e il bello è chi ci stiamo pure.

Prima di continuare con la lista voglio anche ripetere il concetto che con queste informazioni, che vi sto dando così come le ho avute io, cerco solo di farvi sapere come stanno le cose. Anzi, io sono convinto che in realtà stanno pure peggio, visto che per ogni reato che si scopre ne scappano almeno due.
Non sto dicendovi che non dovete mangiare hamburger al fast-food o acquistare i prodotti delle marche che elencherò prossimamente. Ma dovete per lo meno essere coscienti di quello che c'è dietro a ciò che guardate e acquistate, sapere che può danneggiare la vostra salute o che cmq certi prodotti nascondono affari illeciti. Dovete sapere che non acquistandoli o per lo meno andandoci con cautela potete dare un contributo effettivo, seppure minimo, al miglioramento della nostra società. Il discorso è sempre lo stesso dell’inquinamento: ognuno crede che il suo fazzoletto buttato per terra non aggiunga nulla all’immondizia che già c’è in giro. Invece sì. Sì che lo aggiunge, e minimizzare è solo un facile modo di mettersi a posto con la coscienza e non prendersi i propri impegni e la propria parte di responsabilità.
Poi, facendo anche un discorso di convenienza, i prodotti di marca costano di più. Sono d’accordo che possono avere una qualità superiore rispetto ai prodotti più “comuni”, ma non così tanto come vogliono farci credere. Un paio di scarpe si consuma sempre allo stesso modo, sia che costino 40 €, sia che ne costino 100. Ma voglio farvi un esempio più chiarificatore, che riguarda i medicinali: l’80 o 90% di quelli che si vendono è di marche famose, perciò costano tanto, ma esistono tantissime altre medicine che producono gli stessi identici effetti, soltanto hanno nomi meno conosciuti. In questo caso è facile anche giocare sulla paura della gente, che preferisce i prodotti di marca che vede nelle pubblicità, anche se deve spendere un sacco di soldi, ritenendoli più affidabili... con la salute meglio non scherzare. In realtà le altre medicine sono ugualmente buone, non potrebbe essere diversamente, ma molti non sanno neppure che esistono. Se ne accorgono solo quando qualche volta la medicina che acquistano solitamente è esaurita e allora il farmacista, per vendere o accontentare il cliente, propone un’altra medicina, che è tale e quale, cambia solo il nome... e il prezzo.

BAYER
Multinazionale chimica e farmaceutica di origine tedesca fondata nel 1863, è oggi una delle maggiori aziende chimiche la cui proprietà è polverizzata fra 300.000 azionisti. Partita con la produzione dell’aspirina, dei pesticidi e della gomma sintetica, negli anni ’50 Bayer allargò il ventaglio delle sue produzioni che oggi comprende i settori chimico, farmaceutico e delle forniture industriali. Presente in più di 60 paesi, fattura oltre 50.000 miliardi.
Fra i prodotti più noti che distribuisce ricordiamo Autan, Baygon, Provado e Pin (insetticidi); Baysan (detersivi per superfici dure).
Fa parte di CEFIC che raggruppa imprese con interessi anche nella produzione di HFC (idrofluorocarburi), sostanze nate per sostituire i CFC perché non danneggiano l’ozono, ma pericolose perché contribuiscono in misura notevole all’effetto serra.
Nel febbraio 1997 una sua filiale americana è stata condannata dall’Antitrust degli Stati Uniti a pagare una multa di 50 milioni di dollari per aver preso delle iniziative volte a manovrare il prezzo e le vendite dell’acido citrico su scala mondiale. L’acido citrico è una sostanza che trova largo impiego come conservante nelle bevande, nei cibi, nei detergenti, nei medicinali e nei cosmetici.
In occasione della Conferenza sul clima di Kyoto, l’associazione ha fatto pressione affinché gli HFC non fossero inseriti fra i gas da ridurre.
Nel 1999 in Brasile è stata avviata un’indagine giudiziaria nei confronti della Bayer, a seguito della morte di alcuni contadini che nelle loro piantagioni di caffè avevano utilizzato il Baysiston, un pesticida proibito in Germania da oltre 20 anni.
Bayer è citata da Greenpeace International come un’impresa produttrice di pesticidi che hanno una capacità di inquinamento persistente.
La filiale Buna France è citata da Greenpeace come una delle principali imprese europee produttrici di PVC, un prodotto fortemente collegato all’emissione di diossina.
Il suo prodotto Olaquindox, ormone della crescita, è stato proibito nell’Unione Europea perché è cancerogeno.
Le filiali di Bayer in India e in Messico producono il parathion, insetticida estremamente tossico che secondo la FAO può essere esportato nei paesi del Sud del mondo solo seguendo procedure molto rigide.
Nel marzo 2000 ha patteggiato col Ministero del Commercio Usa una multa di 200.000 dollari per avere esportato illegalmente glucosio. L’illecito è avvenuto 57 volte dall’ottobre 1994 al gennaio 1997. Il governo Usa controlla l’esportazione di glucosio perché può essere usato per la costruzione di armi chimiche e batteriologice.
Negli Usa è stata condannata a pagare un milione di dollari per avere attribuito all’aspirina caratteristiche false. Bayer deve utilizzare la somma per una campagna di informazione correttiva.
Bayer Italia è stata condannata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole in relazione al farmaco One-a-day


Of course I am hoping to continue on as a music artist. I have written all the songs for the next album, and am looking forward to beginning the recording process. How the new album is accepted, no one knows. I feel I have already accomplished more then one should ever be able to dream about. What I know for sure is I need a long holiday after this. The past year has been wonderful but draining. [Lene Marlin - 25 Feb. 2000]



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DarKlaus
Staff / Moderatore

Posted - 30/12/2002 :  14:44:49  Show Profile Send DarKlaus a Private Message
La questione secondo me non è nel giustificare o nel minimizzare e sicuramente sarebbe ora che si facesse qualcosa. Purtroppo la situazione è peggiore di quello che dici, nel senso che tu che hai iniziato questa tua "politica" di denuncia dovresti sapere che se vuoi andare avanti non finirai mai perchè qualsiasi società con interessi economici avrà qualghe magagna da nascondere.
Ora sappiamo benissimo prendercela con i prodotti di marca che nascono dallo sfruttamento del paesi poveri... ma se per evitare questi prodotti andassimo a comprare quelli non di marca dietro ai quali c'è magari lo sfruttamento degli immigrati clandestini direttamente qui in Italia? E non è un cosa di poco conto perchè sappimao bene ad esempio che nella raccolta dei pomodori non c'è più una mano italiana, sappiamo benissimo che tutte le aziende, o le ditte edili ad esempio, hanno un alto tasso di manovalanza extracomunitaria irregolare, sappiamo molto bene anche che molti prodotti tessili vengono realizzati in scantinati sempre da immigrati clandestini (per lo più cinesi). Credi che prendersela con la NIke o chicchessia possa essee utile. Credi che far "crollare" l'economia di queste aziende possa portare qualcosa di buono?
Tu sarai ottimista e anche un po' sognatore a pensare che non comprando alcuni prodotti , le aziende cambieranno il modo di operare. La realtà è tutt'altra. Un' azienda che vende poco cercherà soltanto di trovare un modo migliore per risparmiare sui costi: salari ancora più bassi, sfruttamento maggiore, evasione e illegalità. un'azienda che on vende più potra semplicemente chiudere.
Che vogliono dire questi due aspetti? Che a rimetterci saranno in piccola parte i consumatori e in gran parte quei paese sfruttati la cui economia purtroppo si basa su quello sfruttamento. Il crollo economico non è da prendere sotto gamba e sistemare le cose non è così facile come a parole. Guardiamo la fine dell' Argentina dove la crisi ecomonica ha portatato fame e morti (avete visto quei poveri bambini?). Guardiamo la Colombia ormai al tracollo per il blocco dell'estrazoine petrolifera (e come quinto paeseesportatore la COlombia sarebbe dovuta essere in buone condizioni) che ha bloccato praticamente l'intera economia (e purtroppo qui torna il discorso del petrolio).
Io penso questo. Se ci sono queste denuncie proviamo a vederne il lato positivo. È segno che qualcosa si fa sul serio e non si lascia che le aziende facciano del tutto il comodo loro. Lo sfruttamento è una cosa che purtroppo è sempre esistita e negarlo non serve. Si può adoperare a ridurlo, ma non a fermarlo, e (quante volte l'avrò detto?) "l'occasione (si sa) fa l'uomo ladro"...

Per quanto riguarda la Bayer... be due estati fa ci fu un'altro scandalo per un tipo di medicinale (mi pare per una patologia cardiaca) che in un certo dosaggio conteneva sostanze pericolose e per questo fu ritirato dal commercio (a partire dall' inghilterra) ma ormai i suoi danni li aveva già fatti.

Vabbè attendo ancora...

ps: quando ci parli del McDonald's? Attenzione però, non voglio che mi riparli (scusa il termine) banalmente delle povere foreste... ne voglio le "prove" (fonti certe e citate, non possibili "dicerie").


'... x' se ci arrabbiamo io e te nn stiamo mai piu di un minuto col cuore arrabbiato!...ciao Claudio'
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memory4
Fan

Posted - 30/12/2002 :  15:30:05  Show Profile  Visit memory4's Homepage Send memory4 a Private Message
quote:
La questione secondo me non è nel giustificare o nel minimizzare e sicuramente sarebbe ora che si facesse qualcosa. Purtroppo la situazione è peggiore di quello che dici, nel senso che tu che hai iniziato questa tua "politica" di denuncia dovresti sapere che se vuoi andare avanti non finirai mai perchè qualsiasi società con interessi economici avrà qualghe magagna da nascondere.

Sn daccordissimo...
Forse nn ve ne fregherà niente, ma avete mai ascoltato il discorso fatto da Steven Segal al termine del film "Fuga tra i ghiacci"(nn sn sicuro del titolo)se vi capita dategli un'occhiata! spiega il motivo di qst "magagne" tutto in modo molto esaustivo!



Le illusioni non sono tutte uguali:
da quelle che scegli si capisce chi sei.
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Marko
Staff / Moderatore

Posted - 30/12/2002 :  21:16:32  Show Profile Send Marko a Private Message
Sono d'accordo con molto di quello che dici Claus, ma per il discorso che la gente che vive già in condizioni misere rischia di perdere pure quel po' che ha, mi fai tornare a cose già dette.
Per me lo sfruttamento non è giustificabile sotto nessun punto di vista. Un po' di sfruttamento c'è sempre, dappertutto, ma oltre certi limiti non va tollerato, anche se vi è la quiescenza di coloro che la subiscono. Per non parlare della corruzione. Tu fai l'esempio dell'Argentina o altri paesi sudamericani? Se si trovano così oggi è perchè i governanti hanno rubato tutto quello che c'era da rubare, si sono arricchiti col traffico di droga e non hanno pensato a fare leggi adeguate per la gente e per un regolare andamento dell'economia. Il risultato è un pericoloso squilibrio che ha ripercussioni su tutto il sistema.
Per me tollerare tutto ciò è come tollerare la mafia: tutti zitti pur di non perdere il negozio e quindi quella parte di soldi che entrano e che riescono a malapena a mantenere in piedi la baracca. Ma a malapena, perché spesso poi il povero è costretto a rubare o a fare cose peggiori e così si propaga il male e la corruzione.
Questa catena va spezzata! E' una cosa dolorosa, è vero, ma in prospettiva futura tutti staranno meglio.
Siamo sempre alla stessa questione che mi fa anche mio padre: per quella gente è meglio quel po' che c'ha oggi, quella piccola sicurezza, meglio di niente.
Al diavolo! Quanto potrà durare? Come si può sperare in un domani ragionando così? Potremmo mai noi vivere in questo modo, senza alcuna sicurezza alle spalle? No. Allora perché lasciamo che gli altri rimangano aggrappati a queste false speranze? La risposta la so, non sono stupido: perché altrimenti peggioreremmo la nostra situazione. Ma è un discorso che non regge, una giustificazione stupida e che come sempre tende a liberarci dalle nostre responsabilità e anzi tende a giustificare i nostri misfatti.
Come ho già detto, basterebbe un decimo del denaro che gli Usa intendono spendere per il loro scudo spaziale per far rinascere tutto il Continente africano. Allora stiamo attenti a dove buttiamo veramente i soldi.
La soluzione per chi ha buona volonta c'è: si chiama rinnovo totale del sistema. Avete presente cos'è successo in Germania nel 1989? Non credo di dovervelo dire. Io l'ho vissuto più intensamente in quanto sono tedesco di nascita. Be', la situazione in cui si trovavano quelli dell'Est è paragonabile per molti versi a quella di molti popoli sottosviluppati. Ma a un certo punto i tedeschi dell'Est sono tornati liberi, liberati dall'oppressione del regime. Certo avevano davanti delle difficoltà nuove, cui non erano abituati. Dovevano ricostruirsi la vita, la patria, il loro futuro. Dovevano lavorare! E non ne avevano nessuna voglia. Si chiedevano: perchè dobbiamo lavorare se finora non l'abbiamo mai fatto? Perchè non possiamo avere anche noi la ricchezza che c'hanno all'Ovest? Erano invidiosi e si credevano che quella ricchezza scendeva dal cielo. Ma col tempo hanno capito e si sono rimboccati le maniche, soprattutto in un paese ordinato come la Germania dove non puoi fare quello che ti pare.
Allo stesso modo i popoli poveri, molti dei quali si sono liberati dai loro regimi primitivi a favore di una debole democrazia, non devono ritornare sotto un nuovo regime (quello economico imposto dall'Occidente) ma devono rafforzare la loro identità, riscoprirsi orgogliosi di coltivare la propria terra, di divenire autosufficienti. Purtroppo anche loro non hanno voglia di farlo, lo so per testimonianze dirette. Gli africani soprattutto c'hanno la mentalità di vivere alla giornata, non si preoccupano di progredire, perchè non ne sono capaci da soli se uno non gli mostra il metodo. Questo però non autorizza a sfruttare le loro risorse solo perchè essi non ne sono capaci, a sfruttare il loro accontentarsi del lavoro che trovano, anche il più umile, perché tutti hanno un senso di dignità e umanità che non va calpestato.
Il rinnovamento è possibile, attraverso un aiuto vero, disinteressato (che non mi aspetto venga dagli imprenditori), attraverso leggi eque e forme severe di controllo del sistema, nei nostri paesi come fuori.
Vi faccio un altro piccolo esempio: negli ultimi anni anche noi europei abbiamo dovuto fare dei sacrifici in più per "entrare in Europa", soprattutto gli italiani con l'Eurotassa, che ha tolto ad alcuni anche quel po' di pane che ancora c'avevano. Ma è un sacrificio necessario per andare avanti e non dipendere dagli altri. Ora chi è povero forse se ne strafrega dell'Euro, che oltretutto ha rincarato ancor di più il costo della vita. Ma vediamo solo i lati negativi? Ci siamo accorti che per la prima volta nella storia siamo tornati ad avere una moneta competitiva col dollaro e questo già vuol dire un sacco di cose, prima di tutto le premesse di un'unione politica e poi poter tornare a giocare un ruolo di primo piano nell'equilibrio globale.
Se c'è gente che ancora muore di fame nella nostra società è perchè anche in Italia si è rubato e corrotto alla grande fino a pochi anni fa, fino alla famosa indagine di Mani Pulite che ha acceso un allarme e ora la vita degli imbroglioni non è più tanto facile, soprattutto con le nuove normative che c'impone l'Unione Europea e che fanno veramente bene all'Italia.
Certo che anche adesso abbiamo i nostri guai, finché rimane un imprenditore al governo, che da bravo imprenditore cura i suoi affari e da bravo politico promette milioni di posti di lavoro e poi se non sta attento ottiene meno risultati dei predecessori tanto criticati (i quali tra parentesi pure potrebbero essere più intelligenti, ma l'Italia non è mai stata una nazione compatta)


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Marko
Staff / Moderatore

Posted - 31/12/2002 :  18:11:53  Show Profile Send Marko a Private Message
PHILIP MORRIS
Fondata nel 1847, vende in 180 paesi prodotti del tabacco (60% del fatturato), alimentari (34%) e birra (6%).
Tra i principali marchi distribuiti in Italia ricordiamo: Baika, Dover, Gim, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Legeresse, Lindenberger, Lunchables, Maman Louise, Milione, Mozary, Sottilette, Osella, Philadelphia, Primolo, Susanna (formaggi confezionati), Mayonnaise, Mato-Mato (maionese e salse varie), Caramba, Faemino, Hag, Splendid (caffè), Bittra Suchard, Cote d’Or, Milka, Toblerone (cioccolata e cioccolatini), Lila Pause, Milka Tender, Terry’s (merendine), Milka slurp (solubili prima colazione), Simmenthal, Spuntì (carne in scatola).
Philip Morris, con i marchi Marlboro, Chesterfield, Merit, Benson and Hedges, L&M, Lark ecc., è la prima produttrice di sigarette del mondo, sigarette che si lasciano dietro 4 milioni di morti all’anno. Ha fatto di tutto per nascondere i danni del fumo ammettendoli solo nel 1999; si è venuto a sapere che fino al ’98 ingaggiava scienziati conniventi rispetto alla politica del silenzio circa i danni derivanti dal fumo indiretto. Nonostante ciò, nel Nord il consumo di tabacco è in flessione e Philip Morris si sta impegnando per espandere le sue vendite nei paesi del Sud. Non a caso, nel 1996 ha speso 813 milioni di dollari per pubblicità fuori dagli USA. Purtroppo, tra i bersagli prediletti dalle campagne di promozione sono gli adolescenti, e non è un caso se, dalla seconda metà degli anni ’80, il consumo di tabacco tra i minorenni dei paesi del Sud è aumentato in misura spropositata.
Nel luglio 1996, i giudici francesi hanno inflitto a Philip Morris una multa di circa 350 milioni di lire per una campagna pubblicitaria mirata a convincere il pubblico che i crackers fanno più male alla salute del fumo passivo.
Nel 1997, assieme ad altre industrie del tabacco, ha accettato di pagare una cifra di 206 milioni di dollari in 25 anni, come risarcimento globale delle spese sostenute dai singoli stati USA per curare chi ha subito danni da fumo. In compenso, ha ottenuto l’annullamento di ogni processo per risarcimento danni e l’indulto per le infrazioni commesse in ambito pubblicitario.
Nel settembre ’95 ha prodotto un hamburger che è stato inserito nella Lista della sporca dozzina redatta da un’Associazione americana contro il cancro per segnalare i prodotti che contengono ingredienti particolarmente dannosi. È stato scoperto che in esso sono presenti residui di pesticidi cancerogeni o dannosi per i sistemi nervoso e riproduttivo. Philip Morris, inoltre, è stata denunciata per aver smaltito in maniera illegale migliaia di tonnellate di involucri per hot dogs.
La filiale italiana di Philip Morris è sotto inchiesta per una mega evasione fiscale di 9 mila miliardi realizzata grazie a venti anni di dubbie esenzioni e agevolazioni.



Of course I am hoping to continue on as a music artist. I have written all the songs for the next album, and am looking forward to beginning the recording process. How the new album is accepted, no one knows. I feel I have already accomplished more then one should ever be able to dream about. What I know for sure is I need a long holiday after this. The past year has been wonderful but draining. [Lene Marlin - 25 Feb. 2000]


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